Morfopsicologia ed arte – Ritratto di Van Gogh

In questo articolo proponiamo  un’analisi morfopsicologica(1,3), del celebre pittore olandese Vincent Willem van Gogh   e la corrispondenza tra l’evoluzione morfopsicologica ed artistica di questo pittore.

La trasformazione del morfotipo ha portato di conseguenza a trasformazioni   della sua complicata psicologia da cui non è riuscito a venirne fuori. I conflitti interiori si sono acuiti nel tempo. Troppi erano gli antagonismi morfologici del viso(4,5,6) e quindi psicologici. Non sono stati integrati nella sua personalità, come succede allorquando sono di lieve entità. Ciò lo ha indotto al suicidio all’età di 37 anni. Parallelamente alla trasformazione delle strutture del suo viso  ed alla corrispondente psicologia  ,esamineremo la sua evoluzione artistica nel corso degli anni, a dimostrazione che  la Morfopsicologia,linguaggio extraverbale per eccellenza (7,8,9,10)e che non ha nulla a che vedere con la tramontata Fisiognomica, ci consente  di capire le espressioni artistiche,essendoci sempre una relazione  tra arte,morfologia(2),aspetti della personalità.

Va precisato  che quanto proponiamo non potrà mai essere un lavoro completo,non essedo il sottoscritto un critico d’arte,ma con tutta umiltà, ci darà una idea del problema. In altre parole ci proponiamo unicamente di conoscere i meccanismi interiori che sono alla base di un’opera d’arte, a prescindere dal campo di essa, senza azzardarci in una critica d’arte. Abbiamo, inoltre, scelto tra gli artisti il pittore olandese  Vincent Willem van Gogh per la sua singolare biografia e conclusione della vita e per le radicali modifiche morfologiche del suo volto. Sono state studiate le foto riferentesi a tre periodi della sua vita:13 anni,18 anni,età della maturità.

Brevissima biografia di Van Gogh

Vincent Willem van Gogh è nato  a Zundert(Olanda) il 30 marzo 1853 ed è morto ad Auvers sur Oise- Francia) il 29 luglio 1890,all’età di 37 anni,suicida per una ferita d’arma da fuoco. Secondo alcuni studiosi,invece, fu sparato da un gruppo di giovinastri che volevano prenderlo in giro. Nel corso della sua esistenza fu internato in strutture psichiatriche più volte in cui sostanzialmente gli fu riscontrata una sindrome schizofrenica. Difatti ,la sua personaltà alternava momenti di lucidità a quelli di follia  che lo portarono  a tentativi di suicidio. Personalità difficile,enigmatica,collerica, ma generoso ;difatti era sensibile ai problemi dei più umili,minatori,contadini,figure e situazioni che saranno presenti nella sua produzione artistica. Difficilmente riusciva a mantenere un’amicizia per la sua litigiosità. Solo con il fratello Téo ebbe una abbondante corrispondenza epistolare. Ma anche questi  era un ammalato di mente. Fu proprio Téo ad aiutarlo nel campo artistico. Sempre sofferente per una carenza di affettività nell’ambito familiare:infatti il padre era un Pastore Protestante  e gli aveva impartito una educazione molto rigida. Ciò ovviamente acuiva  la sua tendenza al pessimismo,all’isolamento ed era spinto in avventure religiose. Voleva,infatti, divenire  un Pastore come il padre,ma non vi riuscì mai per le sue carenti condizioni psichiche. La eccessiva carenza affettiva  lo portava ad avvicinarsi a donne  non adatte a lui e che puntualmente lo respingevano; tanto che si legò ad una prostituta e per questo contrasse anche la sifilide. Negli ultimi anni della sua vita(1888) si trasferì in Francia ad Arles(Provenza).La sua arte cambiò radicalmente, influenzato dai pittori impressionisti e dai colori e calore della Provenza. Non a caso in questi due anni ultimi della sua vita che ha podotto la maggior parte delle sue opere. Sempre in questo periodo ebbe come ospite in Francia il grande pittore Paul Gauguin da lui molto ammirato ,ma con il quale litigò violentemente ben presto. Intanto le sue condizioni psichiche si aggravavano fino al suicidio.

Analisi della foto a 13 anni

Van Gogh all’età di 13 anni.

Morfologia

Colpisce la sua RITRAZIONE FRONTALE.

Infatti  la morfologia della fronte colpisce per il suo eccessivo appiattimento ed ampiezza in un ragazzo di 13 anni che lo spingerà verso una esagerata interiorizzazione. Normalmente a questa età la fronte deve presentarsi  più bombata con la iniziale comparsa delle cosiddette zone di differenziazione che sono le seguenti:

a-bozze sopraorbitarie chiamate anche zona  dell’analisi

b-zona di incavo,superiormenre alle precedenti,detta anche di riflessione

c-bozze frontali nella parte alta della fronte ,dette anche zona della sintesi

I Ricettori(occhio,naso,bocca) sono tutti chiusi. In più c’è RITRAZIONE LATERO-NASALE ,ossia una sorta di ruga ai lati del naso ,molto accentuata per la sua età

Ancora si nota ASIMMETRIA  sulle due emifacce.  Infatti ,a sinistra la bocca è più carnosa e la stessa narice sinistra è più larga della destra. Il volto assume una forma tipicamente triangolare con ampio piano cerebrale(idealismo) e piano inferiore appena rappresentato. Già a questa età la morfologia in toto del viso non corrispondeva affatto a quella di un adolescente.

Aspetti psicologici corrispondenti

La Ritrazione Frontale,che è la sua dominante e che orienta il suo Comportamento(funzione principale di Jung) sta a significare difficoltà nei contatti  nonché riflessione che prevale sull’azione e assenza di spontaneità. La chiusura dei ricettori acuisce questo aspetto. L’eccessiva ritrazione della fronte praticamente tendeva a paralizzarlo nelle azioni. Queste per giunta non erano mai portate a termine in quanto il piano inferiore ,detto istintivo o della volontà o dell’azione, era poco rappresentato. Gli mancavano le energie adeguate  anche di tipo fisico. A questa età si dovrebbero far vive  a livello frontale le tre zone  tipiche della differenziazione della fronte,di cui abbiamo già discusso. La

 Ritrazione Latero-nasale(5,6) ci spiega l’autodifesa sul piano affettivo e anche selettività nei rapporti, quindi difficoltà di comunicare con gli altri molto accentuata. E’ un elemento di estrema chiusura al mondo esterno che lo portava ad isolamento psicologico.

I ricettori chiusi anche hanno il significato di ritrazione,di estrema selettività verso gli altri,concentrazione accentuata.

L’asimmetria destra-sinistra  significa presenza di conflitti,tensioni(10).

Tutto cò è dovuto alla aridità della sua vita affettiva,scarsa comunicabilità a livello familiare.

La sua fronte molto ampia gli è servita per rifugiarsi  nell’immaginazione. Ma questa tendenza lo porterà ad allontanarsi dal reale  e portarlo verso patologie di tipo schizofrenico.

Dal punto di vista artistico scarsissima,se non nulla, è la sua produzione in questa fascia d’età, per cui diventa impossibile ogni parallelismo con il dato morfologico e psicologico.

Analisi della foto a 18 anni

Van Gogh all’età di 18 anni.

Il suo morfotipo cambia

Diventa un DILATATO,moderatamente Stenico(5,6). Infatti tutto il suo viso  si presenta più rotondeggiante con quasi uguaglianza dei diametri trasversi rispetto a quelli supero.inferiori.  Anche i ricettori vanno in questo senso con tendenza all’apertura. Permane la Ritrazione frontale ed è presente  nei due piani superiori,ovvero quello cerebrale e quello affettivo  e si evidenzia Ritrazione Laterale con fronte molto inclinata all’indietro. La stessa Ritrazione Latero-nasale è ancora presente.

Dunque, siamo di fronte ad una combinazione  di più morfotipi:DILATATO a livello del piano inferiore,soprattutto bocca, e RiTRATTO FRONTALE. La morfologia della bocca presenta labbra molto carnose ed è presente l’arco di Cupido.

I conflitti aumentano  in quanto queste due tipologie difficilmente si integrano(3).

Psicologicamente,pertanto, da un lato sente la spinta verso la materia ,compresa la sensualità grazie alla dilatazione a livello istintivo,dall’altra tende a chiudersi in sè stesso  in relazione alla ritrazione frontale. Lo squilibrio aumenta sempre più. La rima buccale ad arco di Cupido denota, inoltre,  spiccato senso estetico. Troppe le delusioni  in campo religioso, ma anche in amore(respinto dalla figlia di una sua affittacamere) e frequentazione di prostitute varie. Questo è un periodo molto buio del pittore con ricoveri anche spontanei in cliniche psichiatriche. Non a caso nei suoi quadri in questo periodi prevalgono colori scuri e tetri. Più tardi, avvicinatosi agli impressionisti,  i colori diventano smaglianti e chiari. Ormai va alla ricerca dell’assoluto cosa che gli era fallita nel campo religioso.

In  particolare, la dominanza del piano istintuale(il suo viso cambia completamente di forma) lo porta al senso del reale, del materialismo ,alla sensibilizzazione verso i problemi sociali. Tuttavia, le sue spinte istintuali cominciano a mancare di freno da parte del neocortex(cervello di più recente formazione rispetto a quello rettiliano ed al limbico) .nè sempre si sublimano. Le prime espressioni artistiche sono ispirate a realismo paesaggistico e nei primi suoi dipinti  compariranno nature morte,cipressi,rappresentazione di campi di grano,sempre raffigurati con colori cupi.tetri che inducono alla tristezza.

Più tardi  dipingerà il famosissimo dipinto “I mangiatori di patate”,raffigurante dei contadini che mangiano delle patate. E’ un tema che lo cala nel sociale,verso cui  fu sempre sensibile e verso  la terra ,il materiale. E’ il suo piano istintivo modificato  che lo porterà a ciò.

Analisi della maturità

Van Gogh all’età di 34 anni.

Il suo morfotipo si trasforma in quello  a RIENTRANZE E SPORGENZE.Ciò si evince dai suoi autoritratti.

Infatti, esaminando il profilo di questi, è possibile evidenziare delle zone del viso sporgenti in avanti alternate a zone di rientranze.

Psicologicamente siamo di fronte ad una personalità che sta divenendo molto conflittuale. Le zone di sporgenza,ovvero di dilatazione stanno a significare estroversione,quindi apertura agli altri  ed al mondo e desiderio di approfondimento di ogni suo aspetto. Le zone di rientranza, ovvero ritrazione, invece, significano introversione. E’ il contrasto tra questi elementi ed, in maniera molto accentuata,  che lo porteranno ad acuire i conflitti psicologici che non riuscirà a superare  concludendosi col suicidio. Difatti, allorquando  gli antagonismi in un viso non sono accentuati, essi si integrano nella personalità, anzi l’arrichiscono. Ma se sono eccessivi sfociano in patologie,nella schizofrenia nel caso di van Gogh.

Artisticamente  in questa fascia d’età  ,trasferitosi in Francia ad Arles in Provenza, subisce il fascino dei pittori impressionisti  e dei colori e calore del sole della Provenza. E’ il periodo di maggiore fertilità  in termini di produzione artistica. Egli stesso ebbe a dichiarare ,a proposito della sua evoluzione artistica:”…..la tavolozza di oggi è assolutamente colorata,celeste,arancione,rosa,vermiglio,gialla. vivissima,verde chiaro,rosso trasparente del vino,violetto. Ma pur giocando con questi colori(che dovrebbero indurre alla gioia,entusiasmo,inno alla vita) si finisce col creare la calma e l’armonia”.Vale a dire una condizione psicologica  opposta alla precedente .Siamo di fronte ad uno stridente antagonismo artistico,così come lo è il suo volto e la sua psicologia.

Ancora  va aggiunto che, sempre nel 1888, van Gogh volle invitare ad Arles il grande Maestro Paul Gauguin e gli volle preparare  la stanza da letto con suoi dipinti e colori degli arredamenti. Ma i colori di tali dipinti,pur se gioiosi e brillanti, non suggerivano gioia,ma solo tristezza ,facendo intravedere il desiderio mancato di rappresentare il sonno ed il riposo(io aggiungerei anche la morte).Questa è ancora una contraddizione più stridente nelle sue opere in  relazione alla morfologia del viso a rientranze e sporgenze ed alla psicologia estremamente conflittuale. Quando Gauguin volle regalargli un quadro in cui lo raffigurava mentre dipingeva i suoi girasoli,van Gogh ebbe a dire:”certamente sono io,ma io diventato pazzo”.Ormai prendeva coscienza della sua follia. Siamo,dunque ,di fronte  ad una evoluzione parallela della  patologia e dell’opera d’arte,come se quest’ultima avesse ricevuto un impulso dalla sua follia,divenendo addiritura difficile dove  sono i confini tra arte e follia stessa.

Riferimenti  Bibliografici

1-Corman L.: Viso e Carattere, Ed Mediterranee,Roma,2003

2-Fonzi L.: Anatomia Funzionale e Clinica dello Splancnocranio,Ed Ermes,Milano,2000

3-Boulart M.: Iniziazione alla Morfopsicologia,Ed Mediterrannee,Roma,2003

4-Valentino B.: Elementi di Morfopsicologia,Florio Ed ,Napoli,1996

5-Valentino B.: Anatomia del volto e Personalità,ed Cuzzolin,Napoli,2012

6-Valentino B.: La Neuropsicomorfologia.Metodo innovativo di lettura del volto,ed Cuzzolin,Napoli,2014

7-Valentino B.: La Morfopsicologia.Strumento di aiuto per le coppie,ed Cuzzolin,Napoli,2015

8-Valentino B.: La Morfopsicologia-Scienza o Filosofia.Medicina 2000,3,75-80,2014

9-Valentino B.: Le basi scientifiche della Morfopsicologia nella Biologia Molecolare.Scienze e Ricerche,3,29-      30,2014

10-Valentino B.:L’interazione funzionale tra emozioni e muscoli mimici.Scienze e Ricerche,3,17-24,2015

11-Valentino B.: Il tuo Corpo parla-Neurofisiologia dei linguaggi extraverbali,ed Cuzzolin,Napoli,2016 (in corso di stampa).

Professore di Anatomia Umana presso la
Facoltà di Medicina e Chirurgia II Università di Napoli
MORFOPSICOLOGO

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