LE ORIGINI DELLA NEUROPSICOMORFOLOGIA

In un precedente articolo abbiamo ribadito il significato di NEUROPSICOMORFOLOGIA,ovvero Metodo innovativo di lettura ed interpretazione del volto. Il termine Neuropsicomorfologia si compone di tre parole chiavi in grado di specificarne il preciso significato. NEURO, per indicare che affonda le sue radici nella neurofisiologia ed in particolare nella “teoria del cervello uno e trino “di Mac Lean. Questo neuropsichiatra ,nei suoi numerosissimi studi a riguardo, ci parla di tre cervelli:il rettiliano (il più vecchio filogeneticamente);il limbico (di media epoca);il neocortex(il più recente).Tali cervelli ,aventi ovviamente funzioni diverse,sono ,rispettivamente, in corrispondenza coi tre piani del viso che si distinguono in Neuropsicomorfologia: piano inferiore o istintuale,piano medio o affettivo,piano superiore o cerebrale. Essi,inoltre, hanno un’autonomia funzionale,ma ,contemporaneamente, sono interdipendenti tra di loro.

La seconda parola chiave è  PSICO, per significare che l’obbiettivo finale del Metodo  è la definizione degli aspetti fondamentali della personalità. La terza parola chiave è MORFOLOGIA,  in quanto l’analisi parte dai dati morfologici del viso.

Tanto premesso ,nel presente articolo,  vogliamo soffermarci sull’origine della Neuropsicomorfologia,passando,naturalmente , per la tradizionale MORFOPSICOLOGIA ,che anche si occupa del rapporto tra Anatomia del volto e personalità.

Circa 5000 anni fa ,nella regione del Sumer, ossia nella bassa Mesopotamia sul golfo arabo-persiano,in una località denominata Caldea, furono trovate delle tavolette particolari. Infatti, in queste era descritta la psiche dell’ uomo rapportata a quella degli dei e alla morfologia del loro volto.

 Ad ogni personaggio mitologico si attribuiva una morfologia specifica del viso ed altrettanti aspetti della personalità. Nasceva ,pertanto, la FISIOGNOMICA  MITOLOGICA ricorrendo a nomi di divinità che si identificavano con i cinque pianeti del sistema solare:Mercurio,Marte,Venere,Giove,Saturno. A questi,successivamente, si aggiunsero Terra,Sole,Luna.

 Ippocrate (460-377 a.c), 2500 anni dopo,ci parla dei quattro umori del corpo umano :linfa ,sangue, bile(o bile verde),atrabile(bile nera),alla base di quattro temperamenti.  Secondo la prevalenza in un soggetto di uno di questi quattro umori vi corrispondevano precisi aspetti della personalità. Questa ,in sintesi, la morfopsicologia dei quattro grandi tipi stabiliti da Ippocrate.

1)tipo linfatico :il viso è largo, colorito pallido ,corpo piccolo,flemmatico,

2)tipo sanguigno:viso lungo,colorito roseo ,corpo tarchiato,gestualità ricca

3)tipo bilioso:viso stretto ,muscoloso,gestualità controllata che sta a significare il controllo sul modo di comportarsi.

4)tipo nervoso:viso stretto ,colorito pallido ,corpo slanciato ,curvo;la gestualità è agitata.

Aristotele(384-322 a.c) ha contribuito alla origine della morfopsicologia con il suo trattato ANIMA. in cui ha identificato nella psiche  tre anime :

a)anima vegetativa

b)anima sensitiva

c)anima razionale

Tale suddivisone  costituisce il presupposto della morfopsicologia successiva .Infatti l’anima vegetativa risiederebbe nel piano inferiore del viso o istintuale,il cui riferimento neurofisiologico è il cervello rettiliano (il più vecchio).L’anima sensitiva  sarebbe in corrispondenza  del piano medio o affettivo, collegato al cervello limbico. L’anima razionale sarebbe localizzata nel piano superiore o cerebrale, il cui presupposto neurofisiologico è il neocortex (quello più giovane,dunque dell’uomo).

 Nel XIX-XX secolo   si ha un grande impulso alla morfopsicologia da parte della Biotipologia,ossia di quella branca medica che si occupa dello studio dei tipi costituzionali.

 E diverse sono state le Scuole  in questo settore. Tra le più importanti ricordiamo la Scuola francese,americana,tedesca,italiana. Si è distinta,a mio parere,la Scuola francese che ha avuto il massimo esponente in Claude Sigaud (1865-1921).

Questo Autore,infatti, ha classificato i biotipi in quattro  gruppi fondamentali: respiratorio,digestivo,muscolare,cerebrale. Ad ogni biotipo corrisponde una determinata morfologia del corpo ed in particolare del viso ed altrettanti aspetti psicosomatici. Secondo  Sigaud anche l’ambiente esterno può determinare la prevalenza di alcuni aspetti di un morfotipo su un altro .  Per Martiny,allievo di Sigaud ,la morfologia prevalente in un determinato morfotipo è da far risalire allo sviluppo prevalente di un foglietto embrionale sull’altro. Infatti, è noto che tutti i nostri organi  derivano dai tre foglietti embrionali: endoderma,mesoderma,ectoderma. Alla luce di questi brevi concetti,pertanto,gli antesignani  della tradizionale Morfopsicologia ,sono da considerarsi questi studiosi di Biotipologia,branca scientifica medica universalmente riconosciuta.

Per inquadrare ancora meglio la nascita della morfopsicologia  classica un accenno lo merita la Posturologia .La Postura,ossia la posizione del corpo nello spazio, basa i suoi principi sulla conoscenza delle Catene Osteoartroneuromiofasciali, cioè catene  tra ossa,articolazioni,muscoli,fasce muscolari e sistema nervoso. E’ dimostrato come tali catene o Sistemi collegano funzionalmente strutture del corpo anche molto distanti topograficamente tra di loro (pianta del piede o colonna vertebrale  con il viso).E’ noto ,d’altra parte, come certi atteggiamenti posturali  denotano aspetti della personalità o somiglianza con i propri genitori. Si pensi,ad esempio al modo di stare in posizione eretta o del camminare,o del salutarsi con una stretta di mano o dell’accavallare le gambe da seduto .o del guardare un’ altra persona,scrutandola o meno

La Morfopsicologia dovrebbe tener conto di tutti questi presupposti concettuali per un inquadramento più puntuale della personalità.. Ma forse proprio per semplificare il discorso oggi la si limita all’analisi del solo volto  senza tener conto delle connessioni di questo con le altre parti del corpo.

La morfopsicologia.inoltre, si differenzia dalla Fisiognomica, ormai completamente superata , poiché quest’ultima si proponeva di considerare il viso per tratti statici, disgiunti gli uni dagli altri , senza connessioni delle varie parti  di esso. La morfopsicologia propone ,invece, una interpretazione dinamica del viso , che si rimodella con l’età , ma anche a causa di vicissitudini della vita, ossia del nostro vissuto ..Comunque , va ricordato che grazie all’italiano Cesare Lombroso , criminologo, la Fisiognomica ebbe grande sviluppo tra il XVIII e il XIX secolo, influenzando scritti di romanzieri europei, come H. Honorè de Balzac , Charles Dickens, Charlotte Bronte, Thomas Hardy ecc., che assegnavano alla Fisiognomica dei loro personaggi descritti nelle opere, grande importanza.

Ma chi è da considerarsi il vero padre della morfopsicologia? È il francese Louis Corman, medico e psichiatra, il quale ha stabilito le leggi fondamentali di questa disciplina.

Nel 1937 ha fondato la Società Francese di Morfopsicologia , e nel 1982, è riuscito a farla inserire nei programmi universitari francesi come Laurea riconosciuta e spendibile professionalmente..

Qual’ è la carenza di questa Disciplina?Non esistono statistiche. Essa è basata su osservazioni cliniche che non potranno mai stabilire delle Leggi,ma solo ipotesi. Consente,infatti, di comprendere taluni comportamenti  senza,però, darne una spiegazione completa.  A mio avviso ha bisogno di apporto di ricerche di base,non solo cliniche,che vanno dalla genetica all’embriologia,dallo studio dei meccanismi neurofisiologici alla base della postura   alle interazioni corpo-psiche. Per questi motivi, avendo attinto molto dagli studi più recenti di neurofisiologia, ho ritenuto  denominare questo innovativo metodo di lettura del volto NEUROPSICOMORFOLOGIA.

Professore di Anatomia Umana presso la
Facoltà di Medicina e Chirurgia II Università di Napoli
MORFOPSICOLOGO

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