Le Leggi fondamentali della Morfopsicologia

Le leggi fondamentali su cui poggia  la Morfopsicologia  sono quattro:

1-della DILATAZIONE-RITRAZIONE

2- della TONICITA’-ATONIA

3-dell’EQUILIBRIO-ARMONIA

4- di INTEGRAZIONE –EVOLUZIONE

Le prime due si fondano su una ipotesi biologica;la terza e quarta su una ipotesi dinamica.

Nel presente articolo vogliamo illustrare,sinteticamente, la prima Legge,ovvero quella della Dilatazione-Ritrazione.

L. Corman,neuropsichiatra francese,nonché fondatore della Morfopsicologia, intuì che  l’istinto primordiale è quello  di ESPANSIONE(o DILATAZIONE).Questo studioso  si rifà   al concetto di “slancio vitale” che troviamo in H. Bergson o anche alla “volontà di potere” di F.Nietzsche .

Per Corman la vita,dunque, è slancio,pulsione creatrice. Pertanto, tende di più all’espansione che non alla Conservazione (ritrazione).Mentre la dilatazione porta a dispendio di energia,che consente,però lo sviluppo tenendo conto anche dell’ambiente, la ritrazione porta ad un risparmio di energia. Questa ci consente di sopravvivere in quanto ci fa difendere dall’ambiente. Dunque sono queste due forze opposte  che accompagneranno l’uomo per tutta la vita. Nel corso dell’esistenza di ognuno si possono distinguere tre tipologie di espansione:

a-Espansione passiva. Corrisponde ai primi mesi di vita. Morfologicamente è caratterizzata da una dilatazione  atona. Nel primo  anno di sviluppo il bambino assimila passivamente le sostanze nutritizie dell’ambiente e tende a fondersi con l’altro. Siamo allo stadio di sviluppo sensoriale definito dalla psicologia genetica di Jean Piaget,secondo cui  ogni conoscenza   in questa fase è in rapporto allo sviluppo  dei sensi. Per S. Freud  questa fase corrisponde allo “stadio orale”,in cui non c’è distinzione tra  Io e non Io. Da qui la fusione con l’altro.

b-Espansione attiva. Fino all’adolescenza si ha espansione attiva. Il bambino sfrutta molto l’apparato respiratorio e muscolare(non più quello digerente). Si può spostare facilmente nell’ambiente. Ciò porta all’espansione attiva. Morfologicamente sarà caratterizzato dalla dilatazione  tonica. In questa fase la relazione con l’altro è di opposizione. Jean Piaget parla di stadio sensomotorio.  La conoscenza del bambino si accresce attraverso un suo intervento attivo. Il bambino in questa fase acquisisce  la nozione di rappresentazione dell’oggetto,di pensiero intuitivo. Per Freud siamo allo stadio sadico-orale e poi sadico anale,nel quale si comincia a delineare un Io più preciso.

L’espansione attiva è il primo grado di forza di conservazione. E’ dinamizzante.

c-Espansione controllata. Corrisponde alla vita adulta. Morfologicamente porterà ad una ritrazione frontale. Il viso anteriormente sarà quasi verticale. Siamo ad un equilibrio tra dilatazione e ritrazione .Un adulto con ritrazione frontale esprimerà  maturità. In questa fase il soggetto si concentra sul suo cervello. Per Jean Piaget  siamo al “pensiero ipotetico deduttivo” che consentirà all’adulto di accedere alle operazioni logiche-astratte. Per Freud questo è lo stadio genitale in cui è possibile una relazione equilibrata con l’oggetto e con gli altri. Ormai l’Io (la personalità ) è ben definito.

Va aggiunto che c’è corrispondenza  tra l’espansione-conservazione di Corman e l’estroversione-introversione  di C.G.Jung. Infatti  l’estroversione corrisponde all’istinto di espansione che ci proietterà verso l’esterno. L’introversione,invece, corrisponde all’istinto di conservazione che ci spingerà dentro di noi,nonché ad un meccanismo di difesa nei confronti dell’ambiente.

Ma anatomicamente come si riconoscerà un dilatato ed un ritratto?

Il dilatato presenta queste caratteristiche:

a- il quadro osseo è largo

b-la muscolatura (definita modellato) presenterà una struttura ben colorata e spugnosa

c-gli occhi,naso,bocca(definiti recettori) sono grandi carnosi,aperti.

Gli aspetti salienti della personalità del dilatato sono:ambiente non ostile e tende ad avere continui scambi con esso. Il dilatato,inoltre, è un soggetto iposensibile,ama  godersi la vita, è molto adattabile all’ambiente e al mondo del sociale,dotato di una intelligenza pratica. I punti citati  possono definirsi delle positività. Tra le carenze ricordiamo: mancanza di originalità, di raffinatezza,di approfondimenti,spreco di energie. Il dilatato ha bisogno di protezione in quanto è più vulnerabile,più esposto. Inoltre,  va distinto un dilatato tonico ed uno atono. Il dilatato tonico presenterà operatività e molto disordine. Quello atono è portato a cercare soluzioni facili e comode ai vari problemi e sarà molto accomodante.

La morfologia del ritratto comprende:

a-struttura ossea stretta

b-muscolatura pallida ed iperestesa

c-recettori piccoli,chiusi,non carnosi.

Il ritratto ,al contrario del dilatato,è ipersensibile,in conflitto con l’ambiente con il quale ha scambi molto selettivi .Tende a stancarsi facilmente. E’ sempre in difesa,tende all’introversione. Positività del ritratto sono :precisione,gusto per la ricerca,delicatezza .Punti deboli  sono: freddezza,durezza dei sentimenti,scarso senso del sociale, spirito di opposizione.

Va distinto ancora un ritratto tonico ,che risulta più aggressivo verso l’esterno, ed un ritratto atono ,che si rivolge negativamente verso sé stesso.

Professore di Anatomia Umana presso la
Facoltà di Medicina e Chirurgia II Università di Napoli
MORFOPSICOLOGO

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