La Morfopsicologia per un ottimale rapporto Docente-Alunno

Introduzione

La conoscenza da parte dell’Insegnante dei principi fondamentali di Morfopsicologia può diventare non solo uno strumento utile per aiutare e capire meglio l’alunno,valorizzandone appieno le sue potenzialità, ma uno strumento di affermazione del ruolo dell’insegnante stesso. Appare scontato che l’Insegnante dovrà essere in grado di auto- inquadrarsi in uno dei principali morfotipi.  Solo dopo questa analisi dovrà avvicinarsi allo studente,sforzandosi di smussare,quanto più è possibile, le differenze morfopsicologiche che eventualmente dovessero esistere nei riguardi dell’alunno.

Prima della descrizione dei principali Morfotipi degli alunni,vogliamo riferire sui concetti essenziali di Morfopsicologia (3,4,5,10,12,16)per aiutare l’Insegnante ad inquadrare più facilmente il volto di un alunno.

Concetto di QUADRO,RECETTORE,MODELLATO,PIANI DEL VISO

A-Quadro

Onde facilitare la comprensione,sono solito ricorrere , in questo caso, all’esempio di una casa. Il Quadro corrisponde alla parte più stabile della casa,alla sua struttura in cemento,dunque, più  difficilmente modificabile,quale è nell’uomo la camponente ossea del viso. Il modellato ai tramezzi di divione  degli ambienti,facilmente modificabili,quindi la muscolatura  mimica  e masticatoria. Le finestre sono da porsi in corrispondenza con i cosiddetti Recettori,ossia gli organi dei sensi(occhio,orecchio,nasao,bocca,cute)

In particolare il Quadro è la struttura ossea del viso  che può essere più”espansa” o più “ritratta”.Il modellato,di cui fa parte anche la cute sovrastante ai muscoli, può presentarsi più o meno tonico,piatto  ecc.I ricettori ,a loro volta,si possono presentare più o meno aperti con relativo significato psicologico diverso

Più dettagliatamente, potremmo affermare che il Quadro è il serbatoio delle energie,una sorta di cisterna(10,19). Più è grande ,più  il giovane è dotato di grande forza di realizzazione. Esso è in rapporto con il nostro inconscio(9 ),che è una specie di forza che ci spinge all’evoluzione. Il viso costituisce lo strumento attraverso cui l’inconsio può venire alla luce. Infatti,il viso deve far fronte ai messaggi continui che dallo stato inconscio  tendono a divenire coscienti

I ricettori sono i rubinetti dell’ipotetico serbatoio di energie.Tutti i ricettori hanno una duplice funzione:emissiva e ricettiva.Così i ricettori occhi ci consentono di registrare immagini esterne(funziuone ricettiva),ma svolgono anche funzione emissiva attraverso lo sguardo trasmettendo i nostri sentimenti. Non a caso si suol dire che sono lo specchio dell’anima. Il naso ha funzione inpiratoria ed espiratoria,ma anche funzione olfattiva:questa ci consente di porci in rapporto  con l’ambiente,di difenderci da esso ,di sopravvivere facendoci distinguere gli odori. Si pensi,a tal proposito,alla funzione dell’olfatto in un neonato. E’ l’odore del capezzolo mammario che gli facilita l’attaccamento al seno materno(uno dei primi istinti attivi).Il naso fa parte del piano medio del viso,mentre gli occhi del piano superiore,come vedremo.

La bocca ,che fa parte del piano inferiore,svolge funzione recettiva per la introduzione del cibo e funzione emissiva partecipando alla fonazione

Le orecchie svolgono una funzione ricettiva grazie alla percezione dei suoni e della parola. La loro funzione emissiva è svolto dall’Apparato Vestibolare presente nell’orecchio interno,che controlla la nostra Postura(7),altro linguaggio extraverbale,come la Morfopsicologia. Basta pensare al modo di stare in posizione eretta o di camminare o di porgere la mano o di stare seduti;queste gestualità ci forniscono utili notizie sulla Personalità. Il ricettore bocca svolge funzione recettiva grazie all’immissione di cibo,e funzione emissiva partecipando alla fonazione.Ed ,infine, la cute in Morfopsicologia assume un suo ruolo,sempre con duplice funzione. Entra nella respirazione,ma è anche sede di corpuscoli nervosi particolari ,quali quelli del dolore,caldo ,freddo,tatto,della vibrazione ecc.

Modellato

E’ costituito  dalla muscolatura mimica(17,18) e da quella masticatoria,nonché dalla cute sovrastante.Potremmo definirlo come una sorta di campo di battaglia dove si scontrano stimoli interni e forze esterne:pertanto,può plasmarsi,modellarsi,essere piò o meno tonico con relativo significato psicologico(2). Nel neonato,per esempio, esso è fortemente atono:ciò sta a significare massima passività e recettività

Un alunno con modellato atono sarà dotato di scarso senso pratico,pensiero non concreto,proiettato verso la creatività e l’immaginazione. Si può comprendere come questo aspetto della personalità è importante nelle mani del Docente. La presenza di atonia nel modellato di uno studente consente di stabilire un facile rapporto con l’ambiente in quanto non oppone alcuno ostacolo nei suoi confronti. Viceversa, la tonicità(o stenicità) nel viso del giovane sta a significare capacità di realizzazione,praticità,concretezza,intelligenza logica ed analitica. Gli studenti con modellato tonico sono dotati di scarsa creatività ed immaginazione . Riportiamo uno schema comparativo tra gli aspetti psicologici dellatono e del tonico.

ATONO=NON FARE                                                                                        TONICO=FARE

intuitivo                                                                                                                  logico

ricettivo                                                                                                                 emissivo

passivo                                                                                                                   attivo

triste                                                                                                                        allegro

indifferente                                                                                                          entusiasta

calmo                                                                                                                      eccitato

depresso                                                                                                               euforico

La forma del modellato può essere rotondeggiante;quella di un neonato o di Budda per esempio.Gli aspetti psicologici in un giovane con modellato atono,oltre a quelli riportati nello schema comparativo, sono iposensibiltà,scarsa selettività,bisogno di protezione,segno di una certa immaturità,. Sono ragazzi che rifuggono la solitudine,avendo bisogno degli altri,assenza di autonomia. Il modellato piatto munisce il giovane di una sorta di barriera per difendersi dagli attacchi esterni. Si pone più in difesa,è ipersensibile.Un modellato piatto può essere a sua volta tonico,atono,armonioso.Se tonico tende ad attaccare e porsi in difesa;se atono  consente di sintonizzarsi meglio con lui meritando la sua fifucia. Se è armonioso il giovane si mostrerà equilibrato,dinamico

Due Morfotipologie da collegarsi ad un modellato tonico sono la RITRAZIONE LATERALE e la RITRAZIONE FRONTALE

La Ritrazione laterale(appiattimento del viso) psicologicamente significa presenza di dinamismo.E’ tipica del giovane. La Ritrazione Frontale è in rapporto con l’età più matura. Non è tanto frequente in un alunno . Sta a significare riservatezza,vigilanza,autocontrollo selettività. L’ultima forma di modellato è quell  ESTREMO. Non dovrebbe essere presente in un giovane. Riscontrata in un ragazzo,significa sofferenza,che i colpi negativi della vita sono stati tanti per cui l’ambiente esterno è guardato con una certa ostilità. Risulterà molto difficile il contatto con gli altri e degli altri con lui.

MORFOTIPO DILATATO nel giovane

Il Quadro assume la forma rotondeggiante con equivalenza tra i diametri verticali e quelli trasversi del viso.  Il Modellato è atono,i ricettori sono aperti. L’aspetto psicologico di un alunno Dilatato  è quello dell’ESTROVERSO(8 )

Questi,in sntesi ,gli aspetti della personalità degli studenti  estroversi:

a-non inclini ad esprimere giudizi soggettivi

b-tendenza ad un facile adattamento ambientale

c-sono più intuitivi che logici

d-sono concreti

e-rifuggono dalla solitudine

f-un poco superficiali anche nei rapporti con gli altri. Stabiliscono facilmente nuove amicizie  ma non riescono a mantenerle salde

g-la soglia della sensibilità è molto alta, tanto che tendono a trascurare il loro corpo e perfino patologie

h-hanno bisogno di continui freni essendo carenti di autocontrollo

i-come tipo di studi si adattano un poco a tutti, mentre come professioni vanno bene quelle che li portano a contatto con la materia ed il mondo esterno.

B-MORFOTIPO RITRATTO FRONTALE

Morfologicamente il Quadro tende a raddrizzarsi se visto di fronte e anche di profilo. Il Modellato è tonico. I ricettori sono più chiusi.

Psicologicamente siamo di fronte a studenti  INTROVERSI. Queste la caratteristiche  salienti:

a-chiusura ed adattamento selettivo

b-esaurimento facile delle energie  del Quadro

c-spinte istintuali più controllate

d-scelte mirate delle amicizie e di una relazione affettiva-sentimentale con aspetti di grande profondità

e-riflessivi,autocontrollo e padronanza di sè

f-più amanti della solitudine

g-ipersensibili,anche nei confronti di malattie

h-non inclini a stare in un gruppo,neanche nello sport

Gli studenti di questa tipologia hanno bisogno di continui incoraggiamenti,non devono mai essere ripresi davanti agli altri ragazzi,messi sempre a loro agio,avendo bisogno di affetto

Come tipo di studio sono portati più verso materie scientifiche e di ricerca

C-MORFOTIPO DELLO STUDENTE CON QUADRO GRANDE E RICETTORI APERTI

Corrisponde al classico dilatato di cui abbiamo già parlato

D-MoRFOTIPO CON QUADRO STRETTO E RICETTORI CHIUSI

E’ quello del  Ritratto(già trattato)

E-MORFOTIPO CON QUADRO GRANDE E RICETTORI PICCOLI

E’ quello del giovane CONCENTRATO

Le forze vitali sono presenti in modo abbondante. Si concentrano su alcune attitudini. Ciò dipende da quale piano del viso è Dominante. Puntano,dunque, su un obbiettivo e con forza cercano di portarlo a termine.

F-MORFOTIPO CON QUADRO PICCOLO E RICETTORI GRANDI

E’ definito REAGENTE

Dunque il serbatoio di energie è piccolo ,sono poche le energie vitali, mentre i rubinetti del serbatoio ,ossia i Ricettori, sono  molto aperti. Gli studenti che rientrano in questa tipologia sono molto dispersivi Passano da una iniziativa all’altra senza però avere la capacità di concretizzarle. Il Docente deve tener sotto controllo  questa tipologia di giovani,altrimenti  il rendimento scolastico sarà molto scarso, pur essendo molto attivi,simpatici,pieni di iniziative e apparentemente interessati alle lezioni.

I TRE PIANI DEL VISO

In Morfopsicologia il viso va suddiviso in tre piani(15):superiore o cerebrale che metaforicamente è in correlazione con il  Neocortex,ossia un cervello più  recente filogeneticamente parlando(6),di appena 100.000 anni fa (Mac Lean),che è sede delle nostre funzioni intellettive,del linguaggio,di comportamenti che consentono di affrontare situazioni nuove,poter stabilire un rapporto di casualità tra le azioni,possedere nozioni del tempo e dello spazio

Il piano cerebrale va dall’attacco ai capelli alla radice del naso. Comprende quale osso quello frontale(11), il modellato è dato dai muscoli mimici regionali, mentre il ricettore è rappresentato  dagli occhi.

Il piano medio del viso è chiamato anche della socializzazione o dell’affettività. Metaforicamente è in rapporto con il cervello detto Limbico3 milioni di anni fa).E’ la sede della nostra consapevolezza enterocettiva,dolore,temperatura.omeostasi,coscienza del sé corporeo,emotività sociale,emozioni(1).

Il quadro è dato dalle ossa nasali,dalle ossa zigomatiche ,ma soprattutto, dall’osso etmoide(detto osso pipistrello per la sua forma).

Il modellato è costituito dalla muscolatura mimica regionale, mentre il ricettore è il naso

Esso va dalla radice del naso al labbro superiore

Il piano inferiore ,detto anche degli istinti,della forza,della volontà. E’ collegato ,metaforicamente. al cervello filogeneticamente più vecchio(5 milioni di anni fa),detto rettiliano in quanto presente nei primi rettili. Un rettile antichissimo è il Varanosaurus,la più grande lucertola mai esistita. Il Drago di Komodo(isola dell’Indonesia) è uno di queste lucertole. E’ sede di tutti i nostri istinti,di azioni rutinarie,capacità di stablire relazioni tra i fenomeni,ma in una forma diversa da quella neocorticale(meno razionale)

Il quadro del piano istintuale  corrisponde  alla mandibola(11), il modellato ai muscoli mimici regionali e a quelli masticatori;Il ricettore è la bocca. Comprende una regione che va dal labbro superiore al margine inferiore della sinfisi mentoniera.

ESPANSIONE O RITRAZIONE DEI PIANI-SIGNIFICATO PSICOLOGICO

Il piano in espansione è il dominante. E’ quello che prende al suo servizio gli altri due. Infatti, dobbiamo immaginare una sorta di gerarchia tra i piani;importante che non ci siano tra di loro conflittualità. I piani al servizio del dominante devono collaborare e non essere di ostacolo per uno sviluppo armonico della personalità. Facciamo un esempio. Se il piano affettivo è troppo dominante tenderà a schiacciare gli altri. Le spinte affettive avranno il sopravvento ed il giovane seguirà i suoi sentimenti, tenderà a mancare di obbiettività. Il piano in espansione sarà quello di maggiore apertura al mondo e nei cui campi lo studente sarà a proprio agio.

Se ,invece, le spinte del piano in espansione fossero bloccate si avrebbero riflessi negativi che si potrebbero manifestare in diversi modi:depressione,aggressività.tristezza ecc.

Sono le zone in espansione che  nelle stimolazioni in un giovane,possono essere molto positive. In un bambino la predominanza di un piano lo condizionerà anche nelle scelte del gioco,oltre che degli studi e professioni future.

Le zone ritratte sono sede di tendenze regresse chesi manifestano in maniera indiretta portandosi nella zona in espansine. Valga il seguente esempio. Supponiamo che un giovane abbia avuto una delusione amorosa o affettiva in generale ed abbia il piano affettivo in ritrazione.  Le conseguenze negative si avvertiranno a livello del piano in espansione. Così se il piano espanso è il cerebrale,sarà la sfera del pensiero a risentirne con immagini fantastiche.  Se,invece,è più espanso il piano istintuale,il giovane tenderà a sfogare l’energia repressa verso l’azione e l’avventura. Potremmo sintetizzare sostenendo che nel piano in espansione la potenza della vitalità sarà più manifesta, mentre la ritrazione e da intendersi come una difficoltà ad esprimersi in quel piano.

Il Morfotipo dell’Insegnante

Un morfotipo di Insegnante che tutti gli alunni vorrebbero avere è quello del DILATATO STENICO. Anche se non sempre sono eccellenti sempre per i contenuti culturali delle loro lezioni, essendo dei Dilatati sono portati naturalmente ad un buon contatto con gli alunni. Dotati di  pazienza e tollerabilità sono predisposti a stabilire un percorso educativo differenziato da alunno ad alunno ..La componente di stenicità conferisce a questi Insegnanti un elemento di dinamismo,vivacità, per cui riescono a rendere interessante ogni lezione. Se dotati di ricettori di una certa finezza, presenteranno una sensibilità particolare che è componente fondamentale della loro personalità per la comprensione di un alunno.

Un Insegnante dal morfotipo RITRATTO FRONTALE e con ricettori chiusi, non avrà un buon approccio con gli alunni e come docenti non sempre sono brillanti,pur essendo dotati di cultura vasta e profonda. A loro manca proprio la capacità di trasmettere la cultura,essendo freddi e distaccati dall’alunno. Molte volte hanno difficoltà  ad una programmazione differenziata a secondo del morfotipo degli alunni e questi subiranno passivamente il dialogo educativo senza alcuna partecipazione ed entusiasmo. L’Insegnante preferirà seguire magari solo il gruppetto di bravi ed intelligenti.

Riassunto

L’approccio dell’Insegnante con l’alunno va differenziato da caso a caso. Un alunno appartenente al morfotipo DILATATO  ha bisogno di forti stimolazioni per un suo migliore rendimento scolastico: non va lasciato solo in quanto troppo pigro, dispersivo e disinteressato al dialogo educativo; dunque, maggiore fermezza e decisionismo da parte dell’Insegnante. Al contrario, un alunno DILATATO .ma TONICO,  può presentare eccessiva intraprendenza,ancora dispersione dei propri interessi,anche essendo più incline al dialogo educativo. L’approccio dell’Insegnante deve essere improntato anche in questo caso ad una certa fermezza aiutando l’alunno a porre un ordine in tutte le sue attività di studio,consigliandolo  sul metodo di studio stesso. Nell’ipotesi di un alunno con tendenza alla ritrazione eccessiva,chiusura estrema,isolamento dai compagni e dal gruppo in generale,l’Insegnante dovrà avere un comportamento opposto a quello avuto per i morfotipi  precedenti. Dovrà evitare rimproveri pubblici e stabilire un rapporto di fiducia. Se  l’alunno va inquadrato nel morfotipo REAGENTE l’Insegnante si troverà di fronte ad un giovane che parteciperà piacevolmente alla lezione,pronto a porre domande;ma anche questo morfotipo,molto sensibile, non è sufficientemente dotato di autocontrollo. Il reagente è,dunque, un alunno molto dinamico,grande organizzatore,ben inserito in una attività di gruppo. Nei morfotipi CONCENTRATI , prevalendo una eccessiva interiorizzazione,e,quindi, tendenza all’isolamento,l’Insegnante dovrà stimolarli a favorire il loro inserimento nel gruppo. Sono questi alunni dotati di eccessivo autocontrollo.

E’ chiaro che l’Insegnante non deve trascurare un accurato esame dei tre piani del viso,stabilendone esattamente la dominanza di uno rispetto ad un altro e le stesse  carenze. Questa analisi aiuterà l’Insegnante nel consigliare il tipo di studio più congeniale a quell’ alunno e aiutarlo nella scelta dell’attività professionale.

Bibliografia

1-Ackermann et all.:The contribution of the insula to motor of speech production.Brain Lang(2),328-8,204

2- Belting H.:Facce,Carocci Ed.Roma,2014

3-Boulart M. et all.:Iniziazione alla Morfopsicologia,Ed Mediterrannee,Roma,2003

4-Corman L.:Il manuale delle espressioni del viso,Hobby Work Publishing,Bresso,1997

5-Corman L.:Viso e Carattere,Ed. Mediterrannee,Roma,2003

6-Ernandes M.:La teoria del cervello tripartito secondo Mc Lean e la formazione dell’idea dell’Essere dalla Immensa Potenza,The Manking Quarterly,39(2),173-201,1998.

7-Gagey P.M.:Posturologia,Ed. Marrapese,Roma,2000

8-Jung C G.:Tipi psicologici,Bollati Boringhieri ed,Torino,2011

9-Jung C G.:L’analisi dei sogni,gli archetipi dell’inconscio,la sincronicità,Bollati Boringhieri ed ,Torino,2011

10-Spinetta J.:Volto e personalità,ed Mediterrannee,Roma,1991

11-Valentino B.:Istituzioni di Anatomia Umana Normale e dell’Apparato Stomatognatico,Ed Florio,Napoli,1994

12-Valentino B.: Elementi di Morfopsicologia,ed Florio,Napoli,1996

13-Valentino B.:Anatomia del volto e personalità,ed Cuzzolin ,Napoli,2012

14-Valentino B.:Significato morfopsicologico dell’Anatomia dell’orecchio,naso,occhio,Medicina 2000,(2),53-56,2012

15-Valentino B.: La Neuropsicomorfologia-Metodo innovativo di lettura del volto,ed Cuzzolin,Napoli,2014

16-Valentino B.: Le basi scientifiche della Morfopsicologia nella biologia molecolare-Scienze e Ricerche,n 2,pagg.29-31,2014

17-Valentino B.:L’interazione funzionale tra emozioni e muscoli mimici-Scienze e Ricerche,n 3,pagg.17-21,2015

18-Valentino B.:I fattori di crescita del massiccio facciale-Scienze e Ricerche,n 5,pagg. 30-32,2015

19-Valentino B.:Elementi di Morfopsicologia-Nuova Secondaria,n 7,pagg.82-86,2015

20-Valentino B.:La Morfopsicologia,strumento di aiuto per le coppie,Ed Cuzzolin,Napoli,2015

Professore di Anatomia Umana presso la
Facoltà di Medicina e Chirurgia II Università di Napoli
MORFOPSICOLOGO

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