La Morfopsicologia per leggere ed interpretare il volto

Introduzione

Questa monografia  si propone di far conoscere i principi essenziali della Morfopsicologia , ovvero della relazione esistente tra aspetti della morfologia del viso e della personalità.fondata da Louis Corman in Francia nel 1937. Corman è stato il fondatore della Società Francese di Morfopsicologia e riuscì a farla inserire nell’ordinamenro universitario francese come Laurea.

Louis Corman

La morfopsicologia può essere considerata una sorta di psicologia pratica, interpretabile da tutti e senza il ricorso a complicati tests psicologici di difficile comprensione. E’ un metodo di lettura del volto che ci aiuta  a capire noi stessi e , quindi, gli altri, onde migliorare la qualità della vita..

La parola Morfopsicologia non significa affatto studio del volto e personalità come è considerato nell’accezione corrente del termine. Infatti, dobbiamo intendere la relazione di tutto il corpo nel suo insieme e la personalità .Tale rapporto è stato affrontato ,e lo è ancora, dagli studiosi di Biotipologia,ossia di quella branca che si occupa dello studio dei vari tipi Costituzionali. E diverse sono state le Scuole  in questo settore. Tra le più importanti ricordiamo la Scuola francese,americana,tedesca,italiana. Si è distinta,a mio parere,la Scuola francese che ha avuto il massimo esponente in Claude Sigaud (1865-1921).

Questo Autore,infatti, ha classificato i biotipi in quattro  gruppi fondamentali: respiratorio,digestivo,muscolare,cerebrale. Ad ogni biotipo corrisponde una determinata morfologia del corpo ed in particolare del viso ed altrettanti aspetti psicosomatici. Secondo  Sigaud anche l’ambiente esterno può determinare la prevalenza di alcuni aspetti di un morfotipo su un altro ..  Per Martiny,allievo di Sigaud ,la morfologia prevalente in un determinato morfotipo è da far risalire allo sviluppo prevalente di un foglietto embrionale sull’altro. Infatti, è noto che tutti i nostri organi  derivano dai tre foglietti embrionali: endoderma,mesoderma,ectoderma.Questi concetti sono stati ripresi ed ulteriormente sviluppati dallo dall’americano Sheldon. Alla luce di quest brevi considerazioni,pertanto,gli antesignani  della tradizionale Morfopsicologia ,sono da considerarsi questi studiosi di Biotipologia,branca scientifica medica universalmente riconosciuta.

La Morfopsicologia si differenzia dalla Fisiognomica, ormai completamente superata , poiché quest’ultima si proponeva di considerare il viso per tratti statici, disgiunti gli uni dagli altri , senza connessioni delle varie parti  di esso. La Morfopsicologia propone ,invece, una interpretazione dinamica del viso , che si rimodella con l’età , ma anche a causa di vicissitudini della vita, ossia del nostro vissuto ..

BREVE STORIA DELLA MORFOPSICOLOGIA

La FISIOGNOMICA MITOLOGICA

Circa 5000 anni fa ,nella regione del Sumer, ossia nella bassa Mesopotamia sul golfo arabo-persiano,in una località denominata Caldea ,furono trovate delle tavolette particolari. Infatti in queste era descritta la psiche dell’ uomo rapportata a quella degli dei e alla morfologia del loro volto.

Ad ogni personaggio mitologico si attribuiva una morfologia specifica del viso ed altrettanto aspetti della personalità. Nasceva ,pertanto,la fisiognomica mitologica ricorrendo a nomi di divinità che si identificavano con i cinque pianeti del sistema solare:Mercurio,Marte,Venere,Giove,Saturno. A questi,successivamente, si aggiunsero Terra,Sole,Luna.

Circa 2500 anni fa in Grecia Ippocrate (460-377 a.c)ci parla dei quattro umori del corpo umano :linfa ,sangue bile(o bile verde),atrabile(bile nera),alla base di quattro temperamenti.  Secondo della prevalenza in un soggetto di uno di questi quattro umori vi corrispondevano precisi aspetti della personalità. Questa ,in sintesi, la morfopsicologia dei quattro grandi tipi stabiliti da Ippocrate.

1)tipo linfatico :il viso è largo, colorito pallido ,corpo piccolo,flemmatico,

2)tipo sanguigno:viso lungo,colorito roseo ,corpo tarchiato,gestualità ricca

3)tipo bilioso:viso stretto ,muscoloso,gestualità controllata che sta a significare il controllo sul modo di comportarsi.

4)tipo nervoso:viso stretto ,colorito pallido ,corpo slanciato ,curvo;la gestualità è agitata.

Aristotele(384,322 a.c) ha contribuito alla origine della Morfopsicologia con il suo trattato ANIMA in cui ha identificato la psiche in tre anime :

a)anima vegetativa

b)anima sensitiva

c)anima razionale

Tale suddivisone  costituisce il presupposto della Morfopsicologia successiva .

PRINCIPI  FONDAMENTALI DELLA MORFOPSICOLOGIA

I Principi Fondamentali della Morfopsicologia individuati dal Corman, sono quelli della RITRAZIONE (o conservazione) e della DILATAZIONE (o espansione).Vedremo che questo Principio si identifica con la Prima Legge della Morfopsicologia. In sintesi, la Ritrazione di un volto sta a significare chiusura verso il mondo esterno, mentre la dilatazione significa apertura verso di esso. In ogni individuo, è possibile evidenziare elementi di Ritrazione e quelli di Dilatazione. È solo il dosaggio diverso di queste due componenti che determinano un morfotipo diverso. Un ruolo fondamentale lo svolgono le stimolazioni esterne , che entrano nel nostro organismo, attraverso i recettori (occhi,naso,bocca,orecchie,cute), che a loro volta, possono essere più o meno aperti. Ma anche le diverse fasi della vita , come fatto fisiologico, portano ad un cambiamento della forma del volto e , quindi , della personalità , andando da una dilatazione eccessiva del neonato , quindi massima recettività e vulnerabilità ,passando per una ritrazione nel giovane, fino ad una ritrazione estrema della vecchiaia  con chiusura, egoismo , interiorizzazione.

Quadro,Modellato,Recettori

A – QUADRO

Onde facilitare la comprensione,sono solito ricorrere , in questo caso, all’esempio di una casa. Il Quadro corrisponde alla parte più stabile della casa,alla sua struttura in cemento,dunque, più  difficilmente modificabile,quale è nell’uomo la camponente ossea del viso. Il modellato ai tramezzi di divisone  degli ambienti,facilmente modificabili,quindi la muscolatura  mimica  e masticatoria. Le finestre sono da porsi in corrispondenza con i cosiddetti Recettori,ossia gli organi dei sensi(occhio,orecchio,naso,bocca,cute)

In particolare, il Quadro è la struttura ossea del viso  che può essere più”espansa” o più “ritratta”.Il modellato,di cui fa parte anche la cute sovrastante ai muscoli, può presentarsi più o meno tonico,piatto  ecc.I ricettori ,a loro volta,si possono presentare più o meno aperti con relativo significato psicologico diverso

Più dettagliatamente, potremmo affermare che il Quadro è il serbatoio delle energie,una sorta di cisterna. Più è grande ,più  il soggetto è dotato di grande forza di realizzazione. Esso è in rapporto con il nostro inconscio,che è una specie di forza che ci spinge all’evoluzione. Il viso costituisce lo strumento attraverso cui l’inconsio può venire alla luce. Infatti,il viso deve far fronte ai messaggi continui che dallo stato inconscio  tendono a divenire coscienti

B-IL MODELLATO

E’ costituito  dalla muscolatura mimica e da quella masticatoria,nonché dalla cute sovrastante. Potremmo definirlo come una sorta di campo di battaglia dove si scontrano stimoli interni e forze esterne:pertanto,può plasmarsi,modellarsi,essere piò o meno tonico con relativo significato psicologico.

Riportiamo uno schema comparativo tra gli aspetti psicologici dell’atono e del tonico.

ATONO=NON FARE                                                                                              TONICO=FARE

intuitivo                                                                                                                       logico

ricettivo                                                                                                                      emissivo

passivo                                                                                                                        attivo

triste                                                                                                                            allegro

indifferente                                                                                                              entusiasta

calmo                                                                                                                          eccitato

depresso                                                                                                                   euforico

La forma del modellato può essere rotondeggiante;quella di un neonato o di Budda per esempio.Gli aspetti psicologici in una persona  con modellato atono,oltre a quelli riportati nello schema comparativo, sono iposensibiltà,scarsa selettività,bisogno di protezione,segno di una certa immaturità,. Sono persone che rifuggono la solitudine,avendo bisogno degli altri,assenza di autonomia. Il modellato piatto munisce il soggetto di una sorta di barriera per difendersi dagli attacchi esterni. Si pone più in difesa,è ipersensibile.Un modellato piatto può essere a sua volta tonico,atono,armonioso.Se tonico tende ad attaccare e porsi in difesa;se atono  consente di sintonizzarsi meglio con lui meritando la sua fiducia. Se è armonioso il soggetto si mostrerà equilibrato,dinamico

Due Morfotipologie da collegarsi ad un modellato tonico sono la RITRAZIONE LATERALE e la RITRAZIONE FRONTALE.

La Ritrazione Laterale(appiattimento del viso) psicologicamente significa presenza di dinamismo. E’ tipica del giovane. La Ritrazione Frontale è in rapporto con l’età più matura.. Sta a significare riservatezza,vigilanza,autocontrollo selettività. L’ultima forma di modellato è quell’  ESTREMO. Non dovrebbe essere presente in un giovane. Riscontrata in un ragazzo,significa sofferenza,che i colpi negativi della vita sono stati tanti per cui l’ambiente esterno è guardato con una certa ostilità. Risulterà molto difficile il contatto con gli altri e degli altri con lui.

Importanza della interazione funzionale emozioni-muscoli mimici in Morfopsicologia

Abbiamo ribadito  l’importanza del ruolo dei muscoli mimici ai fini di un’analisi morfopsicologica. Infatti, sono implicati sia nel processo di sviluppo delle strutture ossee del viso che in quello di apertura e chiusura dei ricettori occhio,naso bocca,orecchio. Ciò in relazione alla duplice inserzione che hanno. La maggior parte si inserisce su strutture ossee,quindi contribuiscono allo sviluppo di queste. Si pensi all’osso frontale,al mascellare superiore,allo zigomatico. Per la mandibola,tuttavia,un ruolo fondamentale per il suo sviluppo, è svolto dai muscoli masticatori .Dunque, il piano istintuale, per la componente ossea, è legato non tanto ai piccolissimi muscoli mimici regionali,quanto ai possenti muscoli della masticazione.

La inserzione cutanea-mucosa dei muscoli mimici è correlata,invece, al meccanismo di apertura e chiusura dei ricettori,soprattutto occhio e naso. Ma quale è il meccanismo alla base del tono muscolare e dell’apertura e chiusura dei ricettori?  Siamo di fronte ad un complesso arco riflesso (vedi grafico);quindi, con una periferia sensoriale,a livello della quale si genera lo stimolo,un tratto afferente di esso che si porta ai centri nervosi, a livello dei quali viene elaborata una adeguata risposta, un tratto efferente di tipo motorio che va a terminare sulle piastre motrici muscolari. Nel caso specifico della muscolatura mimica tutto parte dalle spinte emozionali. La sede delle emozioni è a livello di alcuni neuroni specchio specializzati presenti nel cervello limbico. Il primo effetto di una emozione è una stimolazione enterocettiva ossia di recettori presenti a livello gastro-intestinali. Da questi ricettori parte lo stimolo afferente ai centri nervosi che poi si traduce in una risposta motoria a livello dei muscoli mimici,diversa in rapporto al tipo di emozione. Tutto si rifletterà sulla tonicità o atonicità e sull’apertura o chiusura dei ricettori. Va ribadito che a livello centrale tali spinte emotive devono essere sottoposte al filtro neocorticale,diverso da persona a persona. Anche i muscoli masticatori e del collo hanno una loro valenza  in Morfopsicologia,legati al piano inferiore

  EMOZIONI E MUSCOLATURA COINVOLTA

1-SORPRESA-muscolo frontale sollevando le sopracciglia

2-Rabbia,preoccupazione ,sofferenza,dolore,concentrazione-m.corrugatore delle sopracciglia ,corrugando le stesse

3-Riso forzato-m-.Risorio del Santorini tirando la commessura labiale in fuori ed indietro

4-Boccuccia-m.orbicolare delle labbra con tipica chiusura

5-Fare il muso,dubbio,sdegno,disgusto,-m. mentale ed altri sollevando e portando in avanti il labbro superiore.

6-Tristezza-m.triangolare delle labbra e corrugatore delle sopracciglia abbassando le commessure labiali.

7-Spavento,terrore,collera,sofferenza-.m. platisma stirando in basso la commessura labiale con modificazioni della rima labiale e comparsa di pieghe cutanee.

8-Disgusto-m.quadrato del labbro inferiore con debole contrazione

9-Riso gioviale,non forzato-m.zigomatico stirando in alto ed indietro la commessura labiale

10-Tristezza fino al pianto-m.quadrato del labbro superiore sollevandolo

11-Minaccia,brontolio-m.canino, elevando la commessura labiale come per mostrare un dente canino

12-Stupore-m.auricolare,frontale,occipitale con contrazioni associate

13-Sensualità-m.nasale ed altri dilatando le narici

14-Riflessione,meditazione-m.orbicolare dell’occhio chiudendo la rima palpebrale

C- I RICETTORI

Sono il terzo elemento da analizzare in un esame morfopsicologico.

Tutti i ricettori hanno una duplice funzione:emissiva e ricettiva.Così i ricettori occhi ci consentono di registrare immagini esterne(funzione ricettiva),ma svolgono anche funzione emissiva attraverso lo sguardo trasmettendo i nostri sentimenti. Non a caso si suol dire che  gli occhi sono lo specchio dell’anima. Il naso ha funzione inpiratoria ed espiratoria,ma anche funzione olfattiva:questa ci consente di porci in rapporto  con l’ambiente,di difenderci da esso ,di sopravvivere facendoci distinguere gli odori. Si pensi,a tal proposito,alla funzione dell’olfatto in un neonato. E’ l’odore del capezzolo mammario che gli facilita l’attaccamento al seno materno(uno dei primi istinti attivi).Il naso fa parte del piano medio del viso,mentre gli occhi del piano superiore,come vedremo.

La bocca ,che fa parte del piano inferiore,svolge funzione recettiva per la introduzione del cibo e funzione emissiva partecipando alla fonazione.

Le orecchie svolgono una funzione ricettiva grazie alla percezione dei suoni e della parola. La loro funzione emissiva è svolto dall’Apparato Vestibolare presente nell’orecchio interno,che controlla la nostra Postura,altro linguaggio extraverbale,come la Morfopsicologia. .Ed ,infine, la cute in Morfopsicologia assume un suo ruolo,sempre con duplice funzione. Entra nella respirazione,ma è anche sede di corpuscoli nervosi particolari ,quali quelli del dolore,caldo ,freddo,tatto,della vibrazione ecc.

A-IL NASO

Considerazioni morfopsicologiche sul naso

Nel neonato il naso , in particolare la sua punta, presenta la forma rotondeggiante con punta all’indietro. Questa è un chiaro segno di dilatazione ; dunque morfopsicologicamente assume un significato di massima apertura e di ricettività alle stimolazioni del mondo esterno.

Nei periodi successivi dell’infanzia , adolescenza , maturità la punta del naso tende ad addrizzarsi ; ciò significa che propende alla ritrazione parallelamente alla acquisizione di un  maggiore autocontrollo ed aumentata capacità di selezionare le stimolazioni esterne.

Nel vecchio si presenta generalmente più stretto con punta rivolta all’indietro, chiaro segno di ritrazione , ma anche di accentuata interiorizzazione

L’esame del profilo del naso assume un ruolo importante

1-Naso con dorso convesso;avrebbe la corrispondenza psicologica in un temperamento nervoso, spirito polemico, energia repressa.

2-Naso dal profilo diritto (naso greco); non sono prevalenti nè elementi di dilatazione nè di ritrazione. Corrisponde a personalità dotate di senso estetico , titubanza nelle decisioni , buon equilibrio.

3-Naso a dorso concavo; come aspetti della personalità si riscontrano una certa passività

4-Naso con punta all’insù (alla francese); presenta un chiaro segno di dilatazione ; dunque corrisponde a personalità con tendenza all’ottimismo, l’amore per la vita, giovialità , qualche volta presenza di superficialità e mancanza di interiorizzazione.

5-Naso aquilino (alla Dante) con punta  rivolta indietro ; è chiaro elemento di ritrazione, con aspetti della personalità energica , predisposizione al comando, irascibilità , chiusura verso gli altri , interiorizzazione accentuata. Sono personalità con tendenza alla moderazione,miti,capaci di appassionarsi a certe iniziative,in grado di trasmettere agli altri entusiasmo,quindi dotati di carisma.

6-Naso storto  : è presente asimmetria del setto nasale;

tra gli aspetti della personalità si ricordano atteggiamenti non sempre lineari e chiari , poca sincerità.

7-Naso camuso: è un naso che si presenta schiacciato ed è molto largo alla narice.

Tra gli aspetti della personalità si ricordano generosità e lealtà, predisposizione verso gli altri e il sociale in generale.

8-Naso piccolino:secondo Patrice  Ras,psicologo ed esperto in morfopsicologia,corrisponde a personalità molto gentili,idealiste,sensibili,amabili,dolci,ma un poco introverse.

9-Naso lungo ma sottile:corrisponde a personalità molto decise,amanti dei cambiamenti,attive E’ un poco la personalità dell’adolescente,con presenza di irrequietezza e mai soddisfatti di risultati raggiunti.

B-LABBRA

In morfopscicologia , comunque , ci interessa la grandezza delle labbra , del prolabio , la forma della linea buccale (asimmetricità o  simmetricità degli  angoli labiali)

Ricordiamo le principali forme delle labbra .

1-Labbra a forma di cuore,dette anche ad arco di Cupido. Aspetti della personalità :spiccato senso estetico,sessualità raffinata

2-Labbra carnose . Aspetti della personalità:esprimono sensualità,amanti del piacere,spontanee,predisposte ai cambiamenti della vita,dotate di grande energia. La spontaneità non si rivela  sempre un segno positivo,buona affettività .

3-Bocca con labbra sottili :sono personalità portate al perfezionismo anche nel parlare e presentarsi,con sessualità selettiva e non smodata, presenza di egoismo , di diffidenza verso il prossimo, introversione, scarso senso del sociale. Sono personalità che si prefiggono degli obbiettivi e li portano a termine.

4-Bocca con angoli ascendenti . Aspetti della personalità : apertura verso gli altri ,ottimismo.

5-Bocca con angoli discendenti .Aspetti della personalità :opposti al caso precedente;poco socievolezza , pessimismo , chiusura.

6-Bocca con labbra serrate. Aspetti della personalità: essendo un elemento morfologico di ritrazione si avrà chiusura, pessimismo , ordine esagerato nelle cose , intelligenza.

7-Bocca con labbra inferiori sporgenti. Aspetti della personalità:insicurezza, intolleranza , volubilità.

8-Bocca con labbra superiore sporgente. Aspetti della personalità :buona capacità introspettiva accompagnata ad equilibrio e senso del dovere.

C-RECETTORE OCCHIO

Esaminiamo i particolari più salienti dei dati morfopsicologici degli occhi. La seguente analisi tiene in considerazione  le osservazioni di Cristophe Drouet,psicologo ed esperto in morfopsicologia.

1-Occhio del neonato . Aspetti della personalità :immaturo contatto con la realtà

2-Occhi molto grandi . Appartengono ai grandi comunicatori,dotati di un’apertura mentale superiore alla norma. Sono persone che svolgono lavori molto dinamici in cui è predominante la loro creatività. Possono essere aperti ad ogni iniziativa,a scapito però,di una forte capacità di concentrazione. Quindi siamo di fronte ad aspetti  morfologici del DILATATO,secondo Corman.

3-Occhi molto piccoli e profondi. Presenza di pragmatismo , scarsa spiritualità, tendenza al materialismo, senso dell’egoismo,forte capacità di concentrazione,riflessione,meticolosità,un poco introversi,non tanto amanti del nuovo. Pertanto sono segno di ritrazione.

4-Occhio infossato.  Essendo chiaro segno di ritrazione, si ha tendenza alla chiusura , solitudine , fuga dalla realtà ,desiderio di affetto .

5-Occhi sporgenti. Sono segno di dilatazione: si ha estroversione , recettività ,esibizionismo

D-SOPRACCIGLIA

1-Sopracciglia quasi abbassate sugli occhi. Sono segno di ritrazione ,quindi pragmatismo e profonda osservazione.

2- Sopracciglia alte. Sono segno di dilatazione ,quindi scarso senso pratico e instabilità .

3-Sopracciglia distanti fra loro. Sono un segno di dilatazione , pertanto apertura agli altri ,altruismo.

4-Sopracciglia unite. Sono segno ritrazione e quindi si avrà introversione e tendenza al pessimismo.

5-Sopracciglia folte. Sono segno di sicurezza e determinazione.

6-Sopracciglia rade. Sono segni di dilatazione, insicurezza , incoerenza .

7-Sopracciglia sottili. Sono segni di debolezza.

8-Sopracciglia corte. Si avrà insoddisfazione e senso di inferiorità.

E-RECETTORE ORECCHIO

Diversi sono i dati morfologici dell’orecchio che possono fornire delle indicazioni sulla personalità:

1-Orecchio alto (quando supera la radice del naso). Aspetti della personalità:vivacità di spirito .

2-Orecchio basso al di sotto della radice del naso. E’ indicatore di materialismo, tendenza alla tristezza .

3-Orecchio grande. È’ un segno di dilatazione , dunque di apertura ed estroversione .

4-Orecchio piccolo. È’  un segno di ritrazione, presenza di sensibilità e finezza .

5-Orecchio attaccato al massiccio facciale . Corrisponde a chiusura e rigidità.

6-Orecchio staccato. Corrisponde ad apertura e indipendenza .

7-Orecchio con lobulo grande .Corrisponde ad una riserva di energia e forza .

8-Orecchio con lobulo piccolo .Vi corrisponde mancanza di energia vitale e irritabilità .

9-Orecchio con conca larga. Vi corrisponde spiccato senso di affettività e del sociale.

10-Orecchio con conca piccola . È elemento di ritrazione, quindi chiusura ed introversione.

F-FORMA DEL MENTO

Anche la forma del mento è molto studiata in morfopsicologia. Tale forma va considerata insieme ad altri elementi del viso.

A livello anatomico, la forma del mento è data praticamente dalla mandibola , ossia da quell’ osso che costituisce il quadro del piano istintivo.

La morfologia della mandibola  contribuisce all’intera forma del viso: è dunque un elemento morfologico molto importante.

1-Mento largo e prominente:esprime grande forza psichica e fisica,molto sicuri di loro,amanti di una vita piuttosto libera

2-Mento piccolo ed ovale:denota personalità molto esigenti,amano stabilire rapporti profondi.

G – I PRINCIPALI  MODELLI  DI  VISO

1- Viso quadrato . Nella personalità è presente materialismo, forza , testardaggine.

2 Viso ovale. Appartiene a personalità instabili, molto sensibili , deboli e  con tendenza al misticismo.

3- Viso triangolare a base superiore . Si riscontra prevalente attività cerebrale, instabilità, buona capacità di analisi.

4- Viso triangolare a base inferiore. Appartiene a personalità con poca immaginazione , tendenti al

materialismo.

I TRE PIANI DEL VISO

In Morfopsicologia il viso va suddiviso in tre piani:superiore o cerebrale che, metaforicamente, è in correlazione con il  Neocortex,ossia un cervello più  recente filogeneticamente parlando,di appena 100.000 anni fa (Mac Lean),che è sede delle nostre funzioni intellettive,del linguaggio,di comportamenti che consentono di affrontare situazioni nuove,poter stabilire un rapporto di casualità tra le azioni,possedere nozioni del tempo e dello spazio.

Il piano cerebrale va dall’attacco ai capelli alla radice del naso. Comprende quale osso quello frontale, il modellato è dato dai muscoli mimici regionali, mentre il ricettore è rappresentato  dagli occhi.

Il piano medio del viso è chiamato anche della socializzazione o dell’affettività. Metaforicamente è in rapporto con il cervello detto Limbico,che risale a 3 milioni di anni fa. E’ la sede della nostra consapevolezza enterocettiva,dolore,temperatura.omeostasi,coscienza del sé corporeo,emotività sociale,emozioni.

Il quadro è dato dalle ossa nasali,dalle ossa zigomatiche ,ma soprattutto, dall’osso etmoide(detto osso pipistrello per la sua forma).

Il modellato è costituito dalla muscolatura mimica regionale, mentre il ricettore è il naso

Esso va dalla radice del naso al labbro superiore

Il piano inferiore ,detto anche degli istinti,della forza,della volontà. E’ collegato ,metaforicamente. al cervello filogeneticamente più vecchio(5 milioni di anni fa),detto rettiliano in quanto presente nei primi rettili. Un rettile antichissimo è il Varanosaurus,la più grande lucertola mai esistita. Il Drago di Komodo(isola dell’Indonesia) è uno di queste lucertole. E’ sede di tutti i nostri istinti,di azioni rutinarie,capacità di stablire relazioni tra i fenomeni,ma in una forma diversa da quella neocorticale(meno razionale).

Il quadro del piano istintuale  corrisponde  alla mandibola, il modellato ai muscoli mimici regionali e a quelli masticatori. Il ricettore è la bocca. Comprende una regione che va dal labbro superiore al margine inferiore della sinfisi mentoniera.

ESPANSIONE O RITRAZIONE DEI PIANI-SIGNIFICATO PSICOLOGICO

Il piano in espansione è il dominante. E’ quello che prende al suo servizio gli altri due. Infatti, dobbiamo immaginare una sorta di gerarchia tra i piani;importante che non ci siano tra di loro conflittualità. I piani al servizio del dominante devono collaborare e non essere di ostacolo per uno sviluppo armonico della personalità. Facciamo un esempio. Se il piano affettivo è troppo dominante tenderà a schiacciare gli altri. Le spinte affettive avranno il sopravvento ed la persona  seguirà i suoi sentimenti, tenderà a mancare di obbiettività. Il piano in espansione sarà quello di maggiore apertura al mondo e nei cui campi ognuno sarà a proprio agio.

Se ,invece, le spinte del piano in espansione fossero bloccate si avrebbero riflessi negativi che si potrebbero manifestare in diversi modi:depressione,aggressività.tristezza ecc.

Sono le zone in espansione che  nelle stimolazioni in un giovane,possono essere molto positive. In un bambino la predominanza di un piano lo condizionerà anche nelle scelte del gioco,oltre che degli studi e professioni future.

Le zone ritratte sono sede di tendenze regresse che si manifestano in maniera indiretta portandosi nella zona in espansine. Valga il seguente esempio. Supponiamo che un giovane abbia avuto una delusione amorosa o affettiva in generale ed abbia il piano affettivo in ritrazione.  Le conseguenze negative si avvertiranno a livello del piano in espansione. Così se il piano espanso è il cerebrale,sarà la sfera del pensiero a risentirne con immagini fantastiche.  Se,invece,è più espanso il piano istintuale,il giovane tenderà a convogliare l’energia repressa verso l’azione e l’avventura. Potremmo sintetizzare sostenendo che nel piano in espansione la potenza della vitalità sarà più manifesta, mentre la ritrazione e da intendersi come una difficoltà ad esprimersi in quel piano.

Le quattro leggi della Morfopsicologia

PRIMA LEGGE:DILATAZIONE-RITRAZIONE

Questa è la prima legge che si fonda su una ipotesi biologica. Si rifà all’ipotesi della esistenza di due istinti vitali  alla base della dinamica della personalità. Sono due istinti opposti. Per Corman la Dilatazione  sta a dimostrare la forza di espansione che ci porta a disperdere le energie, ma che ci permette lo sviluppo in sintonia con l’ambiente. Al contrario, la Ritrazione rappresenta la forza di conservazione che porta al risparmio di energie e che ci consente la sopravvivenza in quanto ci offre una difesa dall’ambiente. Dunque ,secondo Corman,  è il gioco tra queste due forze opposte che sta alla base della vita. Vedremo ,successivamente,  la corrispondenza tra dilatazione e l’atteggiamento psicologico dell’estroversione secondo Jung ,nonché tra Ritrazione  e l’introversione di Jung. E’ così che nasce la morfopsicologia.

SECONDA LEGGE: TONICITA’ ED ATONIA

Si fonda sulla seconda  ipotesi biologica.

Mentre la prima legge ci ha consentito di distinguere due tipi di sensibilità grazie alle quali riceviamo le informazioni dal mondo esterno (espansione-conservazione), nella seconda legge entra in gioco il nostro sistema nervoso che funziona secondo due polarità:attività e recettività. Pertanto lo sviluppo dell’organismo dell’uomo avviene seguendo stadi ben precisi.

Primo stadio:espansione passiva

Hanno un ruolo fondamentale le funzioni legate alla sopravvivenza. Dunque è privilegiata la recettività del sistema nervoso. Ciò si verifica nel neonato

Secondo stadio:espansione attiva.

L’individuo si adatta all’ambiente grazie alla funzione di relazione. Ciò si verifica nella fase adolescenziale.

Terzo stadio:conservazione attiva.

Si attua una difesa nei confronti dell’ambiente esterno. Si verifica nella maturità

Quarto stadio:conservazione passiva

Si realizza la cosiddetta sindrome della messa al riparo. Siamo alla vecchiaia.

TERZA LEGGE:LEGGE DELL’EQUILIBRIO E DELL’ARMONIA

E’ la prima  ipotesi dinamica

La comparsa del linguaggio articolato nell’uomo,circa 100.000 anni fa,ha favorito mutamenti culturali che tendono a prevalere sulle trasformazioni anatomiche,quindi innate. Per questo l’uomo non è da considerarsi solo da un punto di vista biologico, ma anche sociale. Da qui Corman ha ipotizzato la terza e quarta legge in morfopsicologia.poggianti su una ipotesi dinamica.

La terza legge tratta dell’armonia ed equilibrio del viso. La morfopsicologia,infatti,va alla ricerca degli squilibri,degli antagonismi che stanno a significare conflitti,le tensioni di un soggetto. Gli squilibri stanno a dimostrare che  l’uomo è vitale,non stagnante. D’altra parte l’assenza di simmetria l’abbiamo nel mondo dei minerali e non  degli esseri viventi. Corman nello studio di questa terza legge ha individuato cinque grandi insiemi:

a-dinamica faccia-profilo

b-dinamica quadro-recettore.

c-dinamica quadro modellato

d-dinamica dei piani

e-dinamica delle emifacce

Nel presente lavoro non ci soffermeremo su queste cinque dinamiche

QUARTA LEGGE:INTEGRAZIONE ED EVOLUZIONE

Mentre la terza legge  studia gli antagonismi del viso ,la quarta(seconda ipotesi dinamica ) studia come quegli antagonismi si possono integrare favorendo,quindi,lo sviluppo della personalità. Se non eccessivi gli  antagonismi costituiscono una positività,in quanto riescono ad integrarsi nella personalità stessa. Se eccessivi,però,possono portare ad una dissociazione della personalità,ovvero saranno rimossi e ciò porta a patologie. Due sono sostanzialmente  i meccanismi attraverso cui avviene la integrazione degli antagonismi:

a-tonicità,che favorisce l’affermazione

b-la ritrazione frontale,che ci consente di poter scegliere con consapevolezza. Le conseguenze della complessità degli antagonismi sono differenti a secondo dell’atteggiamento psicologico del soggetto,estroverso o introverso (si veda più avanti).Nell’ipotesi che predomina l’estroversione questi antagonismi potranno portare a vari disturbi del carattere,che,per esempio,in un bambino,si possono risolvere mediante degli interventi psicopedagocici. Se prevale l’atteggiamento psicologico di introverso si potranno verificare seri conflitti interiori,anche forme nevrotiche,fobie,ossessioni che richiedono una psicoterapia.

I tre conflitti più gravi,detti di ambivalenza,conseguenti a gravi antagonismi sono.

a-CONFLITTO DI DIPENDENZA-INDIPENDENZA

Da un lato il soggetto è spinto da forze conservatrici e di indipendenza. Ciò porta a ritrazioni morfologiche su una parte del viso. Dall’altra coesiste un desiderio di espansione,che sta a dimostrare la sua dipendenza dal mondo esterno. Ciò porta a dilatazioni su un’altra parte del viso. A causa della presenza di tale conflitto il soggetto è portato a vivere una doppia vita con atteggiamenti e comportamenti opposti.

B Conflitto di RIVALITA’

Denominato  anche complesso di Caino. Deriva da una rivalità fraterna. E’ sostenuto da un antagonismo tra il desiderio di affermazione di sé,morfologicamente espresso dalla tonicità delle forme;dall’altra parte un desiderio di accettazione fino alla sottomissione morfologicamente espressa attraverso forme atoniche in un’altra regione del viso .Questa forma di conflitto può portare a forme ossessive.

C-CONFLITTO EDIPICO

E’ in rapporto ad una duplice regressione orale ed anale(secondo Freud),quindi alla richiesta orale di essere amato e la paura anale di amare. E’ un conflitto che può portare ad una difficoltà ad integrare la complementarietà dei sessi,che normalmente,deve essere presente in ogni essere umano.

I Principali Morfotipi

A-MORFOTIPO DILATATO

William Basic

William Basic

compositore americano (1904-1984).

MORFOTIPO DILATATO

Piano del viso dominante : AFFETTIVO.

Il Quadro assume la forma rotondeggiante con equivalenza tra i diametri verticali e quelli trasversi del viso.  Il Modellato è atono,i ricettori sono aperti. L’aspetto psicologico di un soggetto Dilatato  è quello dell’ESTROVERSO

Questi,in sintesi ,gli aspetti della personalità degli individui  estroversi:

a-non inclini ad esprimere giudizi soggettivi

b-tendenza ad un facile adattamento ambientale

c-sono più intuitivi che logici

d-sono concreti

e-rifuggono dalla solitudine

f-un poco superficiali anche nei rapporti con gli altri. Stabiliscono facilmente nuove amicizie  ma non riescono a mantenerle salde

g-la soglia della sensibilità è molto alta, tanto che tendono a trascurare il loro corpo e perfino patologie

h-hanno bisogno di continui freni essendo carenti di autocontrollo

i-come tipo di studi si adattano un poco a tutti, mentre come professioni vanno bene quelle che li portano a contatto con la materia ed il mondo esterno.

B-MORFOTIPO RITRATTO FRONTALE

  Victor Hugo

Victor Hugo

Poeta francese.

Morfotipo ritratto estremo

La ritrazione è particolarmente presente al livello del piano cerebrale, che è anche il piano dominante. Sono presenti le caratteristiche rughe frontali. Le sopracciglia sono folte, con tendenza a toccarsi e a coprire gli occhi.

 Morfologicamente il Quadro tende a raddrizzarsi se visto di fronte e anche di profilo. Il Modellato è tonico. I ricettori sono più chiusi.

Psicologicamente siamo di fronte a persone  INTROVERSE. Queste la caratteristiche  salienti:

a-chiusura ed adattamento selettivo

b-esaurimento facile delle energie  del Quadro

c-spinte istintuali più controllate

d-scelte mirate delle amicizie e di una relazione affettiva-sentimentale con aspetti di grande profondità

e-riflessivi,autocontrollo e padronanza di sè

f-più amanti della solitudine

g-ipersensibili,anche nei confronti di malattie

h-non inclini a stare in un gruppo,neanche nello sport

Come tipo di studio sono portati più verso materie scientifiche e di ricerca

C-MORFOTIPO CON QUADRO GRANDE E RICETTORI APERTI

Corrisponde al classico dilatato di cui abbiamo già parlato

D-MORFOTIPO CON QUADRO STRETTO E RICETTORI CHIUSI

E’ quello del  Ritratto(già trattato)

E-MORFOTIPO CON QUADRO GRANDE E RICETTORI PICCOLI

Regina Vittoria D’ Inghilterra

Regina Vittoria

Morfotipo Concentrato.

Il quadro è caratteristico del dilatato, mentre i ricettori sono piccoli.

Naso leggermente incurvato all’indietro , ulteriore segno di concentrazione.

E’ quello del  CONCENTRATO

Le forze vitali sono presenti in modo abbondante. Si concentrano su alcune attitudini. Ciò dipende da quale piano del viso è Dominante. Puntano,dunque, su un obbiettivo e con forza cercano di portarlo a termine.

F-MORFOTIPO CON QUADRO PICCOLO E RICETTORI GRANDI

Bela Bartok 

Bela Bartok

Compositore ungherese.

Morfotipo reagente ed a rientranze e sporgenze. Tutti i ricettori appaiono grandi ed aperti, rispetto al quadro e modellato da ritratto. In particolare sono segni di dilatazione : le sopracciglia distanti tra di loro, gli occhi grandi, le orecchie distaccate dalla faccia e grandi, il naso leggermente all’insù, con narici aperte, la bocca grande e a forma di cuore.

 Piani del viso dominanti : AFFETTIVO E CEREBRALE.

Fronte DIFFERENZIATA.

 E’ definito REAGENTE

Il serbatoio di energie è piccolo ,sono poche le energie vitali, mentre i rubinetti del serbatoio ,ossia i Ricettori, sono  molto aperti. Le persone  che rientrano in questa tipologia sono molto dispersive Passano da una iniziativa all’altra senza però avere la capacità di concretizzarle.

Le basi scientifiche della Morfopsicologia nella biologia molecolare

Domanda  da porci.  Quale è il meccanismo iniziale ,a livello biomolecolare, che si mette in moto per la Dilatazione o Ritrazione.ovvero per la nascita dei Morfotipi? La risposta la troviamo in uno studio condotto  dal gruppo del prof.Stefano Piccolo,del Dipartimento di Biotecnologie dell’Università di Padova. Tale studio è sintetizzato in un articolo dello stesso Piccolo e collaboratori,apparso su Nature il 9/6/2014.Questo il riferimento bibliografico  :”Role of YAP/TAZ in mechanotrasduction,Nature,2011,474,179-183”

Lo studio di Piccolo et all.era finalizzato ad apportare un contributo alla risoluzione del problema dei tumori, ma anche al differenziamento guidato delle cellule staminali,sforzo felicemente riuscito. Questo gruppo di ricercatori  non credo che pensassero di contribuire anche a dare delle basi scientifiche(non più ipotesi,dunque) alla Morfopsicologia ed alla  nascita degli svariati morfotipi. Le ricerche di Piccolo hanno,intanto, confermato una intuizione di Aristotele, di oltre duemila anni fa, il quale definiva la “forma” l’essenza della vita e che dalla forma nascono le funzioni e non il contrario.Concetti basilari sono i seguenti:

a-le cellule nell’uomo non hanno la stessa forma

b-acquisiscono delle funzioni specifiche a seconda di quale tessuto fanno parte

c-tutte le cellule hanno vita breve, mentre il tessuto o l’organo di appartenenza conserva la stessa forma. Si verifica una sorta di “autorinnovo” o “autoassemblaggio”. Come può avvenire tutto ciò? In sostanza è la forma delle cellule,quindi dei tessuti,degli organi e nel nostro caso del viso è quella che controlla il nostro GENOMA, quindi tutte le funzioni correlate ,comprese evidentemente quelle più squisitamente psichiche o gli stessi atteggiamenti psicologici. Va subito ribadito che alla base della morfologia del viso si devono annoverare numerosi altri fattori, che sono solo concorrenti ma non i determinanti.

Per dimostrare  quanto affermato, ossia dalla forma le funzioni, va puntualizzato che:

1-tutte le cellule sono immerse in un ambiente (spazio) tridimensionale(anche il nostro viso deve fare i conti con questa realtà)

2-in questo ambiente le cellule sono a contatto con le altre oppure devono legarsi ad un sostegno (una matrice).Le cellule, dunque, per rimanere nello spazio tridimensionale devono avere la possibilità, le potenzialità di modificare la loro forma che esprimerà un certo  Genoma e quindi delle specifiche funzioni,praticamente i futuri morfotipi.  Ma che significa,inoltre, che una cellula  nel suo ambiente è meno compressa o più compressa se non più DILATATA o più RITRATTA

La maggiore o minore compressione delle cellule determinerà Genomi e funzioni diverse,cioè morfotipi diversi. Per modificare la loro forma,principio della vita,devono fare i conti con diversi stimoli che sono di tipo meccanico. Si tratta di vere forze che possono essere

a- di COMPRESSIONE(=ritrazione)

Si riduce il loro volume nell’ambiente intercellulare

 b-di stiramento

Ossia occupazione di uno spazio maggiore (=Dilatazione)

c-forze idrostatiche.

Tutte queste forze sono parte integrante del loro appartenere ad un certo tipo di tessuto o organo o sistemi ,quindi del corpo in toto.

Come  un segnale meccanico, per esempio durezza o morbidezza,  si può tradurre in un segnale chimico e di tipo biomolecolare? Tutto questo è stato studiato sulle cellule staminali,di cui si è potuto guidare il loro differenziamento. Il tutto è dovuto ad una proteina specifica denominata con la sigla YAP. Come agisce? Questa proteina entra nel nucleo delle cellule e vi rimane solamente se è capace di “fare  forza” o di “tirare” contro il proprio substrato. Si verifica una sorta di “tiro alla fune”. Quindi, le cellule  si espanderanno in una certa maniera a seconda della capacità della proteina YAP di permanere nel loro nucleo e ciò dipende dal substrato diverso. A questo punto si verifica la trasduzione meccano-chimica ,si determinerà il Genoma e, quindi, le funzioni correlate. Nasce il morfotipo.  Le funzioni, evidentemente, vanno intese in senso generale. Ovvero si porranno le basi delle future morfologie tissutali,organi, corpo (viso) e delle future tipologie psicologiche. In conclusione possiamo dedurre che:

1-Il principio basilare della vita è l’espansione e non la ritrazione

2-La capacità più o meno accentuata della proteina YAP di rimanere nel nucleo delle cellule varia a secondo del substrato intercellulare,ossia ambiente. Ciò porterà a Genomi e  Funzioni diverse per la trasduzione meccano-chimica ,quindi, a futuri morfotipi altrettanto diversi

3-sul modellamento del nostro viso, comunque ,intervengono tanti altri fattori esterni

4-Le prime due leggi stabilite da Corman, e condivise da tutti i morfopsicologi, non sono da questo momento delle “IPOTESI BIOLOGICHE” ma delle certezze scientifiche.

5-si conferma  a distanza di anni dalla scomparsa di Corman la genialità di questo personaggio, che, pur senza una dimostrazione,  aveva avuto delle intuizioni che hanno creato una nuova branca del sapere,la MORFOPSICOLOGIA.

CAMPI  ELETTIVI  DI  UTILITA’ DELLA MORFOPSICOLOGIA

1-La Scuola

La conoscenza da parte dell’Insegnante dei principi fondamentali di Morfopsicologia può diventare non solo uno strumento utile per aiutare e capire meglio l’alunno,valorizzandone appieno le sue potenzialità, ma uno strumento di affermazione del ruolo dell’insegnante stesso.

Appare scontato che l’Insegnante dovrà essere in grado di auto- inquadrarsi in uno dei principali morfotipi.  Solo dopo questa analisi dovrà avvicinarsi allo studente,sforzandosi di smussare,quanto più è possibile, le differenze morfopsicologiche che eventualmente dovessero esistere nei riguardi dell’alunno. Infatti,due morfotipi estremi incontrano difficoltà nel contatto. Tali difficoltà potranno essere vinte solo dalla consapevolezza della loro esistenza e, dunque, dalla conoscenza delle basi della morfopsicologia.

L’approccio dell’Insegnante con l’alunno va differenziato da caso a caso. Un alunno appartenente al morfotipo DILATATO  ha bisogno di forti stimolazioni per un suo migliore rendimento scolastico:non va lasciato solo in quanto troppo pigro,dispersivo e disinteressato al dialogo educativo; dunque, maggiore fermezza e decisionismo da parte dell’Insegnante. Al contrario, un alunno DILATATO STENICO  può presentare eccessiva intraprendenza,ancora dispersione dei propri interessi,anche essendo più incline al dialogo educativo. L’approccio dell’Insegnante deve essere improntato anche in questo caso ad una certa fermezza aiutando l’alunno a porre un ordine in tutte le sue attività di studio,consigliandolo anche sul metodo di studio stesso. Nell’ipotesi di un alunno con tendenza alla ritrazione eccesiva,chiusura estrema,isolamento dai compagni e dal gruppo in generale,l’Insegnante dovrà avere un comportamento opposto a quello avuto per i morfotipi  precedenti. Dovrà evitare rimproveri pubblici e stabilire un rapporto di fiducia. Se  l’alunno va inquadrato nel morfotipo REAGENTE l’Insegnante si troverà di fronte ad un giovane che parteciperà piacevolmente alla lezione,pronto a porre domande,ma anche questo morfotipo,molto sensibile, non è sufficientemente dotato di autocontrollo. Il reagente è,dunque, un alunno molto dinamico,grande organizzatore,ben inserito in una attività di gruppo. Nei morfotipi CONCENTRATI , prevalendo una eccessiva interiorizzazione,e,dunque,isolamento,l’Insegnante dovrà stimolarli a favorire il loro inserimento nel gruppo. Sono questi alunni dotati di eccessivo autocontrollo.

E’ chiaro che l’Insegnante non deve trascurare un accurato esame dei tre piani del viso,stabilendone esattamente la dominanza di uno rispetto ad un altro e ,quindi, le carenze..Questa analisi aiuterà l’Insegnante nel consigliare il tipo di studio più congeniale a quell’ alunno e aiutarlo nella scelta dell’attività professionale.

Il Morfotipo dell’Insegnante

Un morfotipo di Insegnante che tutti gli alunni vorrebbero avere è quello del DILATATO STENICO. Anche se non sempre sono eccellenti sempre per i contenuti culturali delle loro lezioni, essendo dei Dilatati sono portati naturalmente ad un buon contatto con gli alunni. Dotati di  pazienza e tollerabilità sono predisposti a stabilire un percorso educativo differenziato da alunno ad alunno ..La componente di stenicità conferisce a questi Insegnanti un elemento di dinamismo,vivacità, per cui riescono a rendere interessante ogni lezione. Se dotati di ricettori di una certa finezza, presenteranno una sensibilità particolare che è componente fondamentale della loro personalità per la comprensione di un alunno.

Un Insegnante dal morfotipo RITRATTO FRONTALE e con ricettori chiusi, non avrà un buon approccio con gli alunni e come docenti non sempre sono brillanti,pur essendo dotati di cultura vasta e profonda. A loro manca proprio la capacità di trasmettere la cultura,essendo freddi e distaccati dall’alunno. Molte volte hanno difficoltà  ad una programmazione differenziata a secondo del morfotipo degli alunni e questi subiranno passivamente il dialogo educativo senza alcuna partecipazione ed entusiasmo. L’Insegnante preferirà seguire magari solo il gruppetto di bravi ed intelligenti.

2-Metodo innovativo per stabilire la stabilità di coppia

Coppia Simmetrica ed Asimmetrica,Dominante o Sottomessa

Bisogna premettere che  l’uomo (o la donna),in generale, è un soggetto bisessuale. Infatti va distinta una sessualità biologica ed una psicologica. Per la prima dobbiamo ricordarci che gli ormoni sessuali maschili e femminili sono prodotti dalle ghiandole corticosurrenaliche e da quelle sessuali. Normalmente l’uomo possiede un sesto degli ormoni dell’altro sesso,mentre la donna possiede un terzo degli ormoni maschili. In altre parole l’uomo  è meno femminile che non la donna maschile. Un altro aspetto biologico della sessualità  è da far risalire  agli studi embriologici dello Sheldon. Infatti  è stato dimostrato che nel feto femminile si sviluppa  molto più rapidamente il foglietto embrionale interno(da cui derivano gli apparati respiratorio e digerente) e quello esterno da cui deriva il sistema nervoso e la pelle. Nel feto maschile,invece, si sviluppa di più il foglietto embrionale medio o mesoderma,da cui deriva il sangue e l’apparato locomotore. Pertanto ,già  nello sviluppo embrionale  si delineano  quelli che saranno gli aspetti morfologici del maschio rispetto alla femmina.

Per spiegarci la sessualità psicologica dobbiamo risalire a Jung che ha introdotto il concetto di Anima ed Animus,ossia la componente femminile nell’uomo e maschile nella donna. Si tratta di due archetipi  legati all’inconscio collettivo che non riguarda il singolo ma tutta la specie umana ed è qualcosa di innato.

 Attualmente si ammette che gli archetipi Anima ed Animus si possono “vedere”  attraverso dei dati morfologici ben precisi  a livello della muscolatura del volto,del quadro osseo e della forma dei ricettori occhio,naso bocca,orecchio. Da ciò il ruolo specifico,oggi,della Morfopsicologia. Questa,infatti, ci consentirà di individuare degli aspetti morfologici di mascolinità nella donna e di femminilità nell’uomo e,quindi, di stabilire in una coppia  quale è il ruolo di ogni partner(sottomesso,dominante ecc).Infatti, la predominanza di aspetti di mascolinità  nella donna le può consentire il ruolo Dominante ;come la presenza di elementi femminili nel maschio gli conferiscono un ruolo di Sottomesso. Si parla di Rapporto Complementare in una coppia allorquando  nei due partner uno svolge un ruolo e l’altro il ruolo opposto. Il rapporto è definito di tipo Simmetrico  allorquando i partner sono dello stesso morfotipo.  La Morfopsicologia ci deve aiutare a  orientarci verso i morfotipi specifici nei partner.

Solo così si può sperare in un rapporto positivo ed armonico nella coppia. Supponiamo che la coppia sia di tipo simmetrico,essendo dello stesso morfotipo,quindi ottimale presenza di elementi di mascolinità nella donna e di femminilità nel maschio;ciò porterà ad esigenze psicologiche  dello stesso tipo,anche sul piano delle decisioni,scelte ecc. E ciò può far sorgere qualche conflitto

Ancora ,se la coppia è di tipo complementare saremo di fronte a morfotipi diversi .Se per esempio, un partner è eccessivamente dominante  potrebbe portare a schiacciare la personalità dell’altro con le relative conseguenze.

Ma quali sono i principali elementi Animus nella donna e quali quelli Anima nel maschio?

A-Elementi Animus nella donna:

1-tonicità del quadro (parte ossea del viso) e del modellato(parte muscolare del viso)

2-ricettori chiusi e tonici(occhi,naso,bocca,orecchio)

3-viso di forma quadrata o rettangolare con angolo della mandibola tendente al retto

4-mandibola stenica,segno di determinazione

5-tipologia concentrata(ricettori piuttosto chiusi e quadro relativamente grande).Sta a significare tendenza al controllo dell’altro

6-zigomi sporgenti e bassi

7-occhi piuttosto infossati

8-naso aquilino (alla Dante)

9-bocca serrata

10-sopracciglia folte

11-epidermide più rugosa e spessa ,ovvero diminuzione della sensibilità

12-sguardo  chiuso e tonico.

B-Elementi Anima presenti nel maschio:

 1-tratti infantili. Comprendono il labbro superiore sporgente,parte bassa delle guance arrotondata,quadrante postero-superiore della croce di Polti e Gary come nel bambino,ossia molto sviluppato

2-atonia del quadro e del modellato

3-recettori  più aperti

4-viso di forma rotondeggiante

5-tipologia reagente(quadro piccolo e ricettori grandi)curve del viso arrotondate

6-consistenza morbida delle forme del viso

7-occhi grandi  con sopracciglia rade,palpebre superiori  morbide,larghe,carnose ed inferiori  rigonfie(borse)

8-orecchie piccole ed inclinate

9-bocca carnosa,tenera,delicata

10-narici aperte e carnose

11-epidermide morbida e liscia

.La costruzione della Croce di Jung e la Morfopsicologia

Sono ormai diversi anni che la Psicologia  si  occupa della  determinazione del “Coefficiente di Stabilità di Coppia” prendendo quale punto di riferimento la famosa  Croce di Jung,ovvero delle quattro tipologie psicologiche stabilite  da questo celebre studioso della Psicologia Analitica:sensazione,intuizione,pensiero,sentimentoe ..Ne diamo ora una sintetica panoramica

 Il Tipo SENSAZIONE è colui che userà tutti i suoi sensi per la conoscenza del mondo. Il tipo psicologico opposto,INTUIZIONE, ricorre all’intuizione per percepire l’origine e lo scopo delle cose. Queste due funzioni sono definite da Jung funzioni irrazionali di percezione. Infatti  la Tipologia Sensazione  rappresenta la percezione oggettiva delle cose,mentre l’Intuizione quella soggettiva. Il tipo psicologico Pensiero è quello che sarà guidato sempre da una razionalità,mentre il tipo Sentimento  ricorrerà ai sentimenti nel rapporto con gli altri. Pensiero e Sentimento sono due tipologie razionali di giudizio. Il pensiero corrisponde al giudizio oggettivo,il sentimento a quello soggettivo.

In realtà Jung descrive otto  Tipologie psicologiche,grazie alla combinazione tra le quattro tipologie citate e gli atteggiamenti di estroversione ed introversione. Sono le quattro tipologie descritte che consentono la costruzione della Croce di Jung che si diversifica nei diversi morfotipi.

 Per determinare il Coefficiente di Stabilità di coppia ,la prima operazione  è quella di individuare la Tipologia Principale o Dominante e quella Secondaria tra le quattro citate. La terza e quarta tipologia sono conseguenti alle prime due. La prima e seconda,infatti,sono le tipologie variabili.

In particolare  la Tipologia psicologica principale determina la funzione COMPORTAMENTO,ovvero ciò che vogliamo mostrare di noi. La tipologia secondaria determina la funzione MOTIVAZIONE(riserva di energia). Le altre due funzioni sono l’EVOLUZIONE,opposta a quella di Comportamento e sta a significare ciò che nascondiamo di noi,mentre l’altra funzione ausiliaria è il CONTATTO,ovvero ciò che gli altri percepiscono di noi.

 Il problema sorge allorquando bisogna “gerarchizzare” le quattro tipologie psicologiche. Quali strumenti obbiettivi e certi ha la Psicologia? Ed a questo punto che  si innesta la Morfopsicologia .Infatti si deve far riferimento ai tre piani del viso per una gerarchizzazione certa:piano superiore o cerebrale,piano medio o affettivo o del sentimento,piano inferiore o istintuale o delle sensazioni.

Secondo Corman, il piano più ARMONICO (presenza equilibrata di elementi di ritrazione e dilatazione a livello  osteomiorecettoriale) è quello che esprimerà la funzione principale,quella di COMPORTAMENTO. La funzione opposta,quella di EVOLUZIONE è espressa dal piano  in RITRAZIONE DISARMONICA. La seconda funzione  per importanza gerarchica ,é la MOTIVAZIONE. Sarà espressa dal piano in ESPANSIONE QUANTITATIVA PASSIVA O ETEROGENEA secondo Corman, ovvero quello che presenterà il maggiore volume tenendo conto dei diametri trasversi,supero-inferiore e antero-posteriore. La quarta funzione ausiliaria ,quella di Contatto, è correlata a quella di Comportamento.

Supponiamo,dunque, che il piano del viso più armonico sia  il medio o affettivo o del sentimento o della socializzazione. Sarà il supporto morfologico della Tipologia Psicologica Sentimento (non a caso è chiamato anche piano del sentimento).Pertanto ,sarà questa tipologia psicologica con tutto ciò che significa,a determinare la funzione principale nella costruzione della Croce di Jung:Comportamento. Sempre rimanendo nello steso esempio, supponiamo che il piano più espanso quantitativamente secondo la concezione di Corman sia quello inferiore. La tipologia psicologica corrisponde a quella di Sensazione che esprime la funzione Motivazione

Una volta individuate le due funzioni variabili le altre due ne vengono di conseguenza. La terza funzione ,di Contatto, è opposta alla seconda e la quarta ,quella di Evoluzione,  è opposta alla prima. Così le tipologie psicologiche corrispondenti sono ,rispettivamente, l’Intuizione ed il Pensiero. La Croce di Jung è costruita. Dalla sovrapponibilità delle croci dei partner viene fuori la conflittualità o meno tra essi.

Anche con questo metodo di approccio è possibile parlare di Coppia Simmetrica o Complementare in rapporto al modello di sovrapponibilità delle croci di Jung.

In realtà per gerarchizzare le quattro funzioni propongo anche un coinvolgimento soggettivo della coppia.Si invitano i partner a riconoscersi  nei contenuti psicologici delle funzioni in più o in meno. Pertanto, possiamo parlare di un metodo misto per la gerarchizzazione delle funzioni:oggettivo con il ricorso alla morfologia e soggettivo dal riconoscersi nei contenuti psicologici delle funzioni stesse.

Sono quattro le evenienze sulla sovrapponibilità o meno delle Croci di Jung:

Prima evenienza:identità reciproca delle funzioni principale e secondaria. Siamo di fronte ad una COPPIA OTTIMALE.(Coppia di tipo Complementare).Si verifica allorquando la funzione principale di un partner coincide  con la funzione secondaria dell’altra. Esempio. Un tipo sentimento con funzione secondaria intuizione sposa un tipo intuizione con funzione secondaria sentimento. Le coppie trarranno da questa situazione un vantaggio reciproco.

Seconda evenienza:identità delle funzioni principali

La coppia sarà competitiva(coppia simmetrica).Dividersi i ruoli  nelle famiglia risulta molto difficile.

Terza evenienza: identità unilaterale delle funzioni principale-secondaria. Si verifica quando la funzione principale di un coniuge è uguale alla funzione secondaria dell’altra,ma non viceversa.Per esempio:un tipo pensiero con funzione secondaria intuizione sposa un tipo sensazione con funzione ausiliaria pensiero.

In questo tipo di coppia possono verificarsi dei problemi. Il partner  che ha in comune con l’altro la funzione secondaria,quello deve mediare.

Quarta evenienza:opposizione tra funzioni principale e quella meno evoluta(inferiore nella Croce di Jung)La coppia corre seri pericoli Esempio:un partner ha quale funzione principale il Sentimento,mentre l’altro il Pensiero.

3-LA MORFOPSICOLOGIA ED ALTRE FIGURE PROFESSIONAL

a-Operatori sociali

L’inquadramento della personalità dell’utente aiuterà moltissimo il lavoro di queste categorie,potendo impostare un programma di intervento e di recupero differenziato a secondo del morfotipo. Si pensi all’importanza di tali conoscenze nelle devianze minorili,oppure al ruolo di un Assistente Sociale in tutte le problematiche riguardanti affidamenti di bambini a coppie.

b-Operatori  sanitari

Gli stessi Operatori Sanitari non possono avvicinarsi al letto di un ammalato in modo freddo e distaccato ,ma il loro approccio deve essere diversificato a secondo del morfotipo. Solo in tal modo possono ottenerne la loro fiducia e collaborazione per un programma terapeutico. Si immagini un medico di fronte ad un ammalato  incurabile- In questi casi si impone una attenta e discreta analisi morfopsicologica.

c-Operatori  commerciali  ed  imprenditori

Analizzando il volto del cliente si potrà essere più convincenti nel presentare un certo prodotto. Un imprenditore non si sognerebbe mai di porre a contatto col pubblico un morfotipo ritratto estremo:ne conseguirebbe il fallimento della sua azienda.

CRITERI PER UN ANALISI MORFOPSICOLOGICA 

Questi gli elementi e l’ordine da considerare

1-Prima Impressione

2-Quadro

3-Tipi Base

4-Ricettori

5-Rapporto Quadro-Ricettori

6-Modellato

7-Legge dell’Armonia

8-Espansione e Dominanza dei Piani

PRIMA SINTESI

9-I tre piani del viso

Sintesi finale che deve includere le attitudini cerebrali,affettive,istintive

CONCLUSIONI

Professore di Anatomia Umana presso la
Facoltà di Medicina e Chirurgia II Università di Napoli
MORFOPSICOLOGO

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